Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: ecco tutte le informazioni

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Dal 1° gennaio 2018 l’Italia non conia più queste monete

Una cosa che capita di frequente a tutti è quella che riguarda il fatto di avere il porta monete pieno di centesimi. A partire dal 1° gennaio 2018 l’Italia dice addio alle monete da 1 e 2 centesimi. Infatti a partire da questa data non verranno più coniate. Rimane comunque la validità di quelle già in circolazione. Qui parliamo di cosa sono e spieghiamo nel dettaglio ciò che è previsto dalla norma e i motivi principali che hanno portato alla sua attuazione. Infine prendiamo in esame l’aspetto relativo ai cambiamenti e alla possibile ripercussione sui prezzi.

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: cosa sono?

Si tratta delle monete di minor valore che riguardano la valuta dell’euro. Entrambe hanno un colore rossastro. Infatti il materiale con il quale vengono costruite è acciaio con una placcatura appunto in rame. La prima ha un peso di 0,20 grammi e uno spessore di 1,67 millimetri. Il suo diametro è di 16,25 millimetri.

La seconda ha lo stesso spessore ma misura  18,7 millimetri e pesa 3,06 grammi. Infatti risulta anche visivamente più grande. Il loro aspetto è molto simile a quelle da 5 centesimi che hanno una misura superiore e che continueranno ad essere coniati dalla banca d’Italia.

Tutte e due hanno una faccia che è uguale per tutte le nazioni. Si tratta di un’incisione di Luc Luycx. Sulla sinistra c’è il valore mentre in basso a destra vi è il disegno della terra attraversata da 6 linee che uniscono 12 stelle. La terra simboleggia l’Europa rispetto al mondo mentre le stelle sono un riferimento alla bandiera europea. L’altro lato è specifico per ogni nazione.

Quelle da 1 centesimo hanno un ‘incisione di Castel del Monte ad Andria eseguita da Eugenio Driutti. Le altre hanno il disegno della Mole Antonelliana di Torino realizzato da Luciana De Simoni. Queste erano le due tipologie disponibili prima della sospensione delle operazioni di conio.

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: la loro storia

bandiera europea blu con stelleIl primo gennaio del 2002 i dodici paesi membri dell’Unione europea hanno dato il via alla circolazione di banconote e monete uguali per tutti gli stati e che sostituissero le valute nazionali. Si tratta dell’euro che è oggi la moneta di 17 stati.

Infatti sono oltre 300 milioni le persone che la utilizzano ogni giorno. L’Italia è uno dei membri che hanno contribuito maggiormente alla nascita dell’unione e all’introduzione di una valuta unica per tutti gli stati membri. 

La vita di queste monete di piccolo taglio è sempre stata difficile fin dalla sua origine. Infatti sono sempre state delle tipologie poco utilizzabili nella vita di tutti i giorni. Un esempio di ciò è il fatto che i distributori automatici spesso non le accettano. Molti dei paesi dell’Unione li hanno aboliti nel corso di questi anni. La Finlandia addirittura non le ha neanche introdotte decidendo di arrotondare da subito i prezzi a 5 centesimi. La stessa decisione è stata presa due anni dopo dall’Olanda e in seguito anche da Irlanda e pochi anni dopo dal Belgio.

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: cosa prevede la nuova norma?

La norma entrata in vigore prevede la sospensione del conio di queste due monete in Italia. La misura è presente nell’articolo 13 del decreto legge 50/2017, convertito poi nella legge 96/2018, che prevede l’abolizione delle monete di piccolo taglio. La banca d’Italia ha emanato anche una nota nella quale si comunica il possibile verificarsi di una scarsità di monete di questo taglio nei prossimi mesi e invita gli operatori a favorire la circolazione di queste monete. In sostanza quindi stabilisce che tali monete non si realizzeranno più.

Le principali motivazioni e il risparmio per lo stato

Ora analizziamo nel dettaglio quali sono i motivi che hanno portato il governo italiano alla decisione di adottare questo tipo di provvedimento. Quello che interessa maggiormente i cittadini è senza dubbio legato alla scomodità e a volte impossibilità del loro utilizzo. Un altro riguarda la necessità da parte dello stato di risparmiare.

Infatti è stato stimato che questo intervento produce un costo inferiore pari a circa 20 milioni di euro rispetto agli anni precedenti. Quanto viene risparmiato verrà poi utilizzato per l’ammortamento dei titoli di stato.

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: le possibili ripercussioni sui prezzi

La maggior preoccupazione dei consumatori italiani riguarda il possibile aumento dei prezzi con l’attuazione di questa norma. Infatti si ritiene che possa accadere che la maggior parte dei commercianti arrotondi per eccesso. Tuttavia è ben spiegato il meccanismo dell’arrotondamento che riguarda solo i pagamenti e non i prezzi.

Per quanto riguarda quelli che contengono uno o due centesimi vengono arrotondati a zero mentre i 3,4 a 5. Inoltre i pagamenti elettronici non sono soggetti al cambiamento del prezzo e quindi in  questi casi la cifra che si deve pagare è quella indicata nel prezzo del prodotto riportato sull’etichetta.

Addio alle monete da 1 e 2 centesimi: cosa cambia?

Per prima cosa spieghiamo come funziona esattamente la procedura di pagamento prevista per acquisti con contanti o moneta elettronica dopo l’entrata in vigore dell’abolizione del conio. La prima cosa da chiarire riguarda il fatto che le monete già circolanti restano comunque in corso di validità. Per quanto riguarda gli acquisti la procedura si distingue a seconda di:

  • pagamenti in contanti
  • pagamenti elettronici.

Nel primo caso il prezzo del prodotto acquistato viene arrotondato per eccesso o per difetto a 5 centesimi. Nel secondo invece si paga la cifra indicata senza arrotondamento. Possono comunque essere utilizzate quelle già prodotte. Inoltre l’Italia produce queste monete con altre nazioni che non hanno ancora adottato l’abolizione. Quindi è possibile trovare centesimi stranieri.

omino bianco che spinge carrello della spesa

Le abitudini di acquisto delle persone cambiano con il passare degli anni. Infatti s’introducono nuovi strumenti per effettuare i pagamenti. Inoltre la produzione delle monete ha dei costi molto elevati e la loro utilità risulta essere molto scarsa. Per questo motivo gli stati decidono di attuare delle precise norme che aboliscono la produzione di monete di piccolo taglio.

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