Conto corrente senza imposta di bollo: cosa c’è da sapere

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Vuoi aprire un conto corrente senza imposta di bollo ma ti sembra impossibile districarti tra migliaia di offerte?
Conto corrente a zero spese senza imposta di bollo, conto corrente online senza imposta di bollo, conto corrente postale senza imposta di bollo… cosa sono? E quale fa al caso tuo?
In questo articolo risponderemo a tutte le tue domande!

Tutti i dettagli sul conto corrente senza imposta di bollo

Conto senza imposta di bollo: i requisiti

conto corrente senza imposta di bollo calcolatriceIl conto corrente senza imposta di bollo, lo dice il nome, è un conto esente da una imposta dovuta su conti con giacenze medie superiori a 5.000 euro.
È possibile aprire un conto senza farsi carico dell’imposta di bollo facendo in modo che su quel conto le giacenze medie non superino i 5.000 euro nel periodo rendicontato.
Quando parliamo di giacenze medie ci riferiamo a valori medi distribuiti in un arco temporale predefinito dall’istituto che gestisce il conto.

Conto corrente senza imposta di bollo: cos’è l’imposta di bollo?

L’imposta di bollo è un’imposta sui consumi, a tutti gli effetti.
Per i conti correnti, essa è entrata in vigore nel 2012 ed interessa tanto i privati quanto altri soggetti giuridici.
Ha carattere obbligatorio e valore fisso – 34,20 euro per persone fisiche e 100 euro per tutti gli altri soggetti – a prescindere dalla giacenza, purché superiore al limite stabilito.

I conti con flussi inferiori a 5.000 euro ne rimangono esenti così come altri soggetti che vedremo nel dettaglio più avanti.

Ecco come calcolare la giacenza media

La giacenza media è un valore medio ottenuto dividendo saldo giornaliero presente sul conto per il periodo considerato, che può essere trimestrale, semestrale o anche annuale.
Il risultato viene poi ponderato per la quota di competenza, a seconda che si tratti di un conto corrente con uno o più intestatari.
Il valore finale è la giacenza media di un conto corrente bancario o postale.

Più conti = più imposte di bollo? Non sempre!

È bene precisare che il calcolo per l’imposta di bollo viene effettuato sì sul conto, ma anche sull’intestatario.
Cosa significa questo?
Vuol dire che le giacenze medie “si sommano” in caso di più conti in uno stesso istituto intestati al medesimo soggetto!

Si andrà a corrispondere quindi un’imposta per ciascun conto con giacenza maggiore di 5.000 euro oppure al contrario si sarà completamente esenti qualora la media non superi tale importo.
Nel caso in cui una persona fisica abbia più conti ma presso banche diverse, il calcolo si effettuerà su singolo conto.
Ma non è tutto…

Anche i titolari di conti deposito – oltre ai correntisti – sono tenuti al pagamento di tale imposta.
In questo caso l’imposta di bollo ammonta allo 0,20% della giacenza media per le persone fisiche.
Per le persone giuridiche è previsto invece un tetto massimo, di 14.000 euro.

Conto corrente senza imposta di bollo: chi non è tenuto al pagamento?

Il decreto Salva Italia del 2011 ha introdotto, per importi superiori a 1.000 euro, l’obbligo di accredito su conto corrente.
Lo stesso, avendo imposto l’apertura di conti presso banche o Poste Italiane, ha introdotto alcune agevolazioni.

In particolare ha stabilito l’esenzione in questi casi:

  • conti corrente e libretti intestati a persone fisiche con giacenze medie o saldo inferiori a 5.000 euro
  • conti con saldo negativo, intestati a persone fisiche
  • per intestatari di conti con ISEE inferiore a 7.500 euro
  • conti detenuti da istituti che emettono moneta elettronica.

In tutti questi casi è possibile aprire un conto corrente senza imposta di bollo a prescindere che si scelgano Poste Italiane o altre banche.

Altri soggetti esenti: Confidi e Pubblica Amministrazione

Le piccole e medie imprese che si uniscono con lo scopo di facilitare il proprio accesso alle procedure per il credito finanziario sono esenti dall’imposta di bollo su conto corrente.
Così come le Pubbliche Amministrazioni che non rientrano nella nozione di “cliente” come stabilita dalla Banca d’Italia.

In fase di valutazione dei costi di gestione di un conto corrente bisogna tener conto anche di questa forma di tassazione e di quanto incide.
Inoltre è bene ricordare che molti istituti di credito hanno scelto di agevolare la posizione del cliente con diverse soluzioni: conto corrente zero spese senza imposta di bollo o anche conto corrente online senza imposta di bollo.

Per scoprire quale sia la soluzione migliore per liberarsi dall’imposta di bollo sul proprio conto corrente continua a leggere…

Conto corrente postale senza imposta di bollo

Poste Italiane ormai funziona come una vera e propria banca, offrendo servizi e prodotti finanziari di vario tipo a privati e imprese. In nessun caso, comunque, sceglie di liberare i correntisti dall’onere e farsi carico dell’imposta di bollo prevista dalla legge
Essa è dovuta sia per i conti correnti BancoPosta, BancoPostaAffari e BancoPosta Impresa che per i libretti di risparmio postale.

Il valore dell’imposta è fissato a 34,20 euro per persone fisiche e 100 euro per persone giuridiche qualsiasi sia la giacenza purchè superiore al limite stabilito dalla legge.

In caso di più conti correnti e libretti di risparmio con stesso intestatario, l’imposta di bollo è dovuta per ciascun estratto conto e comunque per singolo rapporto.

E c’è di più.
L’imposta non è dovuta quando il cliente e persona fisica figura come intestatario di uno o più conti e/o libretti il cui valore medio di giacenza, sia singolo che cumulato, risulta uguale o inferiore a 5.000 euro.
Il calcolo della giacenza media viene eseguito cumulando separatamente i conti correnti, intrattenuti presso Poste Italiane, e i libretti emessi da Cassa Depositi e Prestiti.

Conto corrente bancario senza imposta di bollo 

conto corrente senza imposta di bollo no tasseLa maggior parte dei conti correnti bancari prevede l’imposta di bollo senza sconti ed altri tipi di esenzioni.

Alcune banche, in ottica di promozione e incoraggiamento ed in particolare per il primo conto, si fanno carico di questa spesa liberando così il cliente dall’onere dell’imposta.
In compenso si richiede una giacenza media di 3.000 euro in alcuni casi, l’accredito di stipendio o pensione in altri,  oppure si applica un costo alle operazioni effettuate in filiale. Tale costo si aggira intorno ai 3-5 euro a seconda della banca o dell’istituto considerato.

Una ulteriore opzione è scegliere un conto completamente online: molte banche offrono soluzioni vantaggiose pensate per ogni esigenza.

In questi casi oltre ad azzerare l’imposta di bollo è possibile risparmiare sul canone annuo: basta scegliere la gestione online piuttosto che appoggiarsi ad una filiale sul territorio.

Conto corrente senza imposta di bollo: quando pagarla e come?

Nel caso di conti correnti aperti presso Poste Italiane l’imposta di bollo viene applicata al termine della rendicontazione sia esso mensile, trimestrale, semestrale o annuale.
Sui libretti è applicata al 31 dicembre di ciascun anno, oppure alla data di estinzione del rapporto.
Sui conti correnti bancari vale la stessa regola temporale legata alla rendicontazione, solitamente su base trimestrale.

In ogni caso viene addebitata direttamente sul relativo conto.

Chiusura del conto e imposta di bollo

Nel caso di apertura o chiusura del conto a cavallo del periodo rendicontato, l’imposta è commisurata al numero di giorni di apertura dello stesso. Si considerano le giacenze medie relative ai giorni di esistenza effettiva del rapporto e su questa si calcola la quota dovuta a titolo di imposta di bollo.

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