Conviene affittare casa ammobiliata? Ecco le news 2019

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Hai cercato su internet “Conviene affittare casa ammobiliata”? È un argomento molto dibattuto quello se prendere in affitto o no una casa con mobili. Numerose persone si chiedono, infatti, se è consigliabile affittare un appartamento vuoto o ammobiliato. Ne parliamo oggi nel nostro articolo, cercando di capire cosa cambia da un punto di vista contrattuale. Se vi è differenza nel canone, o nelle spese di manutenzione. Sono più alte?

Bisogna considerare che affittare case arredate, per molte persone, è un notevole vantaggio. Ma cosa cambia per il proprietario dell’immobile? Cerchiamo di metterci nei panni sia degli affittuari che dei proprietari, per capire quali sono le regole e le normative vigenti in materia.

E ancora quali sono i requisiti e i documenti che servono per stipulare correttamente il contratto di locazione di un immobile. In questo frangente, qual è il ruolo delle agenzie immobiliari? Ci sono tasse da pagare? Insomma, l’argomento che affrontiamo oggi, “conviene affittare una casa ammobiliata”, è ricco di spunti di riflessione e possibilità su cui è consigliabile riflettere. Non ci resta che iniziare ad approfondire i temi accennati.

Conviene affittare casa ammobiliata: normativa vigente

conviene affittare casa ammobiliata tavolinoIniziamo subito con il dire che con la Legge di Stabilità del 2016, la normativa relativa ai contratti è cambiata. Tra le news apportate dalla Legge di Stabilità ne ricordiamo innanzitutto una che riguarda il locatore.

Quest’ultimo è in pratica il proprietario dell’immobile che viene dato in affitto. Secondo quanto stabilito, il proprietario è tenuto a registrare il contratto d’affitto presso l’Agenzia delle Entrate.

Anche le tempistiche di registrazione sono ben precise, ovvero entro 30 giorni dalla firma. A questo è doveroso aggiungere che il contratto necessita di registrazione solo nel caso in cui il periodo di affitto dell’immobile supera un mese. In definitiva, quindi, possiamo dire che la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate vale per gli affitti lunghi, ma non per quelli brevi.

Ecco un’altra cosa da tenere bene a mente quando si vuole affittare una casa, se si vuole investire sicuro il proprio capitale. Il contratto non può essere registrato da chiunque. A farlo deve essere il proprietario della casa, pena di fatto la sua inesistenza. Entro e non oltre i 60 giorni successivi alla locazione.

Inoltre, il locatore deve mettere al corrente sia l’inquilino che l’amministratore, che il contratto è stato regolarmente registrato senza problemi. Come fare tale comunicazione? Semplice: a mezzo raccomandata A/R o tramite PEC.

È importante aggiungere, però, che nel caso in cui vi siano problemi con l’affittuario (moroso o non rispettoso della data di consegna della casa alla scadenza del contratto), il proprietario non può avvalersi dello sfratto con sistema abbreviato. E quindi in tal caso come deve agire? È necessario che intenti una causa ordinaria, certamente lunga e dispendiosa. Ma è l’unica strada percorribile.

Conviene affittare casa ammobiliata: tipi di contratto

Iniziamo subito con lo specificare che gli affitti di case già arredate, quindi fornite di arredi e complementi indispensabili per il vivere quotidiano, ricorrono in particolar modo nel caso di locazione ad uso abitativo, e, perlopiù, per periodi transitori. L’affitto di un immobile arredato, comunque, esula assolutamente dal tipo di contratto di affitto che si vuole stipulare.

A tal riguardo, è importante ricordare che vi sono diversi tipi di contratto di locazione. Eccoli di seguito elencati:

  • Locazione a canone libero. Si tratta di un tipo di contratto che ha una durata minima di quattro anni. Con possibilità, inoltre, di rinnovarlo per ulteriori 4 anni. Non a caso questa tipologia di contratto è conosciuta anche come il cosiddetto 4+4

  • E parliamo adesso di contratti a canone concordato o agevolati. Questi contratti hanno una durata triennale e sono rinnovabili, ad eccezione di cause previste dalle norme vigenti, per altri due. Questi contratti sono conosciuti anche con il nome di: contratti 3+2

  • Un altro tipo di contratto è quello ad uso transitorio. Generalmente sono stipulati per un breve periodo di tempo, da un mese fino a diciotto mesi. Si tratta di soluzioni ideali per soddisfare determinate necessità dei proprietari e/o dei conduttori. In tale situazione, inoltre, è indispensabile che sia presente una particolare clausola volta a sottolineare l’esigenza, da parte del locatore o dell’affittuario, di transitorietà. Esigenza che, infine, necessita di essere provata con adeguata documentazione che viene allegata al contratto stesso

  • In conclusione, parliamo di contratti di locazione per studenti universitari. Questi ultimi sono molto comuni e possono essere stipulati per un tempo variabile. Da un minimo di sei mesi e fino a tre anni. Anche in quest’ultimo caso, alla prima scadenza, il contratto è rinnovabile, a meno che il conduttore non chieda la disdetta.

Conviene affittare casa ammobiliata: requisiti necessari

Ora guarda questo. Se vuoi affittare un immobile è importante capire se la casa è funzionale sotto tutti i punti di vista. Cosa vuol dire questo? Assicurarsi che:

  • Gli impianti siano tutti a norma

  • Tutti gli elettrodomestici, se presenti all’interno dell’appartamento, siano funzionanti

  • Non vi siano ipoteche, pignoramenti o cartelle Equitalia che gravano sull’immobile

  • I locali siano puliti

Ancora. Un’altra cosa da non sottovalutare è la presenza della certificazione energetica dell’immobile (APE). Quest’ultima si può richiedere ad apposite agenzie, anche online. È importante avere la certificazione? Sì. Il motivo è semplice. Sulla base dell’APE il prezzo d’affitto è soggetto a variazione. In presenza di una ottima classe energetica il prezzo sale.

Al contrario, se la classe è bassa, il prezzo della casa diminuisce, dal momento che si deve tenere in considerazione che gli affittuari dovranno affrontare un maggiore consumo per il riscaldamento.

Conviene affittare casa ammobiliata: documentazione

conviene affittare casa ammobiliata esterniC’è di più. Quando si decide di dare in affitto una casa, è importante ricordare che sia la sottoscrizione che la registrazione del contratto di affitto comportano l’espletamento di alcune pratiche, richiedendo al contempo un insieme di documenti indispensabili.

In particolar modo il riferimento alla fase di firma e, successivamente, di registrazione del contratto stipulato. Ma scendiamo nel dettaglio per essere più chiari al riguardo.

Conviene affittare casa ammobiliata: firma del contratto

Allora, iniziamo con i documenti che deve presentare il locatore, ovvero il proprietario dell’immobile che si vuole affittare:

  • Carta di Identità in corso di validità

  • Codice Fiscale

  • Piantina dell’immobile in copia

  • Atto di acquisto (anche in fotocopia) o la visura catastale della casa

  • Attestato APE

E l’inquilino, ovvero chi affitta, quali documenti deve presentare? Eccoli:

  • Carta di Identità (chiaramente in corso di validità)

  • Codice Fiscale di tutti i conviventi

  • Ultime buste paga o CUD (in caso di impiegati)

  • Modello Unico

  • Visura camerale (nel caso in cui si tratti di un lavoratore autonomo).

Conviene affittare casa ammobiliata: registrazione contratto

Bene, adesso passiamo alla fase successiva, ovvero alla registrazione del contratto dopo che è stato firmato da entrambe le parti. Come detto precedentemente il contratto stipulato deve essere registrato entro 30 giorni dalla firma, dal proprietario dell’immobile. La registrazione va effettuata presso l’Agenzia delle Entrate.

Ed ecco che i documenti da depositare all’Agenzia sono i seguenti:

  • Due copie del contratto di affitto con firme originali
  • Modello 69 compilato per la registrazione. Ti ricordiamo che puoi tranquillamente scaricare il modello dal sito ufficiale dell’Agenzia. Questo modello serve per: – richiedere la registrazione degli atti, ad eccezione di quelli emessi dagli organi giurisdizionali; – comunicare gli adempimenti successivi dei contratti di locazione e di affitto di beni immobili (cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite)

  • Ricevuta di avvenuto pagamento della relativa imposta di registro

  • Marche da bollo da 16 euro, una ogni due pagine.

Ma c’è di più da sapere. La registrazione può essere effettuata anche online, pagando allo stesso tempo sia la dovuta imposta di bollo che l’imposta di registro. Per quanto riguarda la registrazione online, quest’ultima si può fare o per mezzo di un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o in maniera del tutto autonoma scaricando dal sito dell’Agenzia delle Entrate i seguenti software: Siria o Iris.

Per concludere, ti ricordiamo, nel momento in cui si registra il contratto, di scegliere la cedolare secca. Scegliendo questo regime non è necessario pagare l’imposta di registro e ancora quella di bollo.

Conviene affittare casa ammobiliata: affidarsi ad un’agenzia?

conviene affittare casa ammobiliata chiaviSe conviene affittare casa ammobiliata non è certamente l’unica domanda che ci si pone quando si pensa di dare in locazione un immobile.

È il caso di affidarsi ad un’agenzia? Partendo dal presupposto che una casa si affitta sia con che senza agenzia, la risposta migliore è: in base alle tue esigenze. Se ritieni di non avere il tempo o l’energia per occuparti del tuo inquilino, allora un’agenzia di fiducia può essere la soluzione migliore.

Considera che ad oggi numerose agenzie possono tranquillamente gestire, al posto tuo, tutti gli affari che riguardano la casa in affitto, anche dopo che il contratto è stato firmato. In tal modo non devi preoccuparti né di riscuotere il canone di affitto, né di dover rispondere direttamente all’inquilino, nel caso in cui insorgano problemi di varia natura.

Non è un segreto, infatti, che tra affittuario e padrone i rapporti non siano sempre idilliaci. Ma è altrettanto vero che grazie ad un intermediario la situazione può essere più facile e gestibile per tutti. L’importante è non dimenticare che l’agenzia incaricata della gestione degli affitti trattiene per sé una percentuale sul canone stesso.

Spesso e volentieri, ancora, l’agenzia stessa si assume il compito di trovare gli inquilini, passando al vaglio le diverse richieste e facendo di fatto una prima cernita. Fino a giungere, ovviamente, alla scelta del candidato in grado di soddisfare le esigenze del proprietario e della casa. In qualità di intermediario, gestisce l’intera pratica, predisponendo i documenti necessari per il corretto espletamento della parte burocratica, fino alla registrazione del contratto.

Come detto poco sopra, questo aiuto ha un costo, quantificabile generalmente con il 10% del canone annuale + IVA. Se non si vuole fare a meno di tale importo, il locatore può sempre optare per il “fai da te”, occupandosi da solo di tutto.

Conviene affittare casa ammobiliata: affitti brevi

conviene affittare casa ammobiliata divanoBene, ora guarda questo. Abbiamo detto poco sopra che, in base alle necessità e all’uso a cui è destinato l’immobile che vuoi affittare, è possibile farlo sul medio-lungo termine, ma anche sul breve. Quando parliamo di affitti brevi, si intende in concreto, locazioni dalla breve durata.

Ovvero? Quelle che hanno una durata inferiore al mese (che sia un giorno, un fine settimana o una settimana intera). Un arco temporale, comunque, che non prevede che il contratto venga registrato presso l’Agenzia delle Entrate, come avviene di norma per i contratti più lunghi. Quello degli affitti di breve durata è un settore in ampia espansione, legato per lo più alla necessità/volontà di mettere a reddito le seconde case di proprietà.

Al riguardo, ad oggi, è vigente una normativa specifica regolata dal Codice Civile. Quali sono, in questo caso, le regole che intercorrono tra le due parti in causa? Eccole:

  • Richiesta all’affittuario di una cauzione da parte del proprietario. Quest’ultima ha il compito di coprire, eventualmente, danni causati all’immobile o alle dotazioni ivi contenute. Alla fine del rapporto di locazione, in assenza di danni, la cauzione viene restituita

  • Alla fine della locazione, il proprietario rilascia al locatario una quietanza di pagamento. Che cos’è una quietanza di pagamento? Si tratta, in breve, di una dichiarazione rilasciata dal creditore che attesta l’avvenuto adempimento di un’obbligazione. Potremmo definirla, per intenderci, come una sorta di ricevuta. A questo punto il conduttore versa la tassa di soggiorno al locatore, il quale a sua volta la verserà al fisco.

Conviene affittare casa ammobiliata: affitti brevi e fisco

Per concludere il discorso sugli affitti di breve periodo, è importante comprendere anche cosa succede da un punto di vista fiscale. In questa situazione, il locatore non ha obblighi IVA. Questo discorso chiaramente non vale più nel caso in cui gli appartamenti affittati siano due o di più. In presenza di questa situazione, il proprietario degli immobili posti a locazione è chiamato ad aprire la partita IVA.

Quando si compila la dichiarazione dei redditi, anche nell’eventualità in cui i diversi contratti non siano stati registrati presso l’Agenzia delle Entrate, il locatore può scegliere il regime di tassazione ordinario, in base agli scaglioni IRPEF, o la cedolare secca. Non sai cos’è la cedolare secca?

Come riportato dall’Agenzia delle Entrate, quest’ultima è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca non andranno pagate l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

La scelta per la cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

Conviene affittare casa ammobiliata: tasse correlate

Giunti a questo punto dell’argomento, se conviene affittare case ammobiliate o meno, è importante soffermarsi un attimo sulle tasse. Come abbiamo già accennato, quando si registra il contratto di locazione di un immobile e il locatore scegli di avvalersi della cedolare secca, quest’ultimo non è soggetto a pagare né l’imposta di registro né quella di bollo.

Al contrario, quando si decide di optare per un regime di tassazione ordinaria, i costi di registrazione sono equamente suddivisi tra il proprietario della casa e l’inquilino che subentra a mezzo contratto d’affitto. È anche possibile che a farsene intero carico sia il proprietario ma è indispensabile ricordare che le clausole che facciano gravare i costi sull’inquilino sono espressamente vietate.

E cosa avviene se l’imposta di registro e quella di bollo non vengono equamente pagate dall’inquilino e dal proprietario? In questo caso specifico, le tasse devono comunque essere pagate e a farsene carico, rispondendone in prima persona, è il proprietario dell’immobile. Il motivo di questo obbligo è semplice e risiede nel fatto che soltanto il proprietario, di fatto, è obbligato a registrare il contratto d’affitto.

Conviene affittare casa ammobiliata… e ancora

conviene affittare casa ammobiliata lettoCome si paga l’imposta di registro? Quest’ultima può essere pagata ogni anno o, se lo si preferisce, in un’unica soluzione per tutta la durata del contratto. Pagando, con questa seconda soluzione, un importo scontato. Ricorda che la cifra minima per il primo anno deve superare i 67 euro. Quando non si paga o lo si fa in ritardo, è possibile incappare in sanzioni economiche? Purtroppo sì.

La sanzione legata al mancato o tardivo pagamento dell’imposta di registro è pari al 120% (ma può arrivare anche al 240%) dell’imposta dovuta. E a questo è necessario aggiungere gli interessi di mora. Ogni anno, infine, il locatore è chiamato a pagare le tasse sugli affitti. Anche in questo caso si prospettano due soluzioni diverse. In caso di tassazione ordinaria, le tasse vanno pagate tenendo in considerazione i diversi scaglioni IRPEF.

In caso di cedolare secca, a prescindere dal reddito dichiarato, l’imposta sostitutiva da versare ammonta al 21% (può ridursi fino 10% in casi specifici).

Conviene affittare casa ammobiliata: consigli pratici

Siamo quasi giunti alla fine del nostro articolo. Certamente affittare un immobile ammobiliato ha i suoi pro e i suoi contro, tra costi di manutenzione della casa e degli accessori e ricerca del buon inquilino. Perché trovare qualcuno che viva in affitto, curando la casa come se fosse la propria non è cosa da poco.

A quanto detto vogliamo adesso aggiungere qualche consiglio pratico da seguire quando si decide di affittare il proprio immobile, con annessi mobili e altro, a terzi. Ecco che, per evitare spiacevoli sorprese, è necessario seguire alcune regole di base. Vediamole!

Conviene affittare casa ammobiliata: accurata selezione degli inquilini

Iniziamo subito con la regola che non sbaglia mai, scegliere dei buoni inquilini! È vero, esiste anche lo sfratto nel caso in cui si incorra in un inquilino a cui non si vuole lasciare l’immobile. Ma è anche vero che a volte liberare una casa data in affitto può essere difficile in caso di affittuario moroso.

Ecco perché, prima di sottoscrivere un contratto d’affitto, è consigliabile richiedere la presentazione delle ultime due buste paga, nel caso di lavoratore dipendente, oppure del Modello Unico, in caso di lavoratore autonomo.

Conviene affittare casa ammobiliata: richiedi delle referenze

Chi vuole affittare la casa sostiene di averne già affittata una in precedenza? Allora è possibile richiedere il numero di telefono dell’ex locatore, per avere delle referenze dirette sull’eventuale inquilino.

Le domande, in questo caso, riguarderanno chiaramente la puntualità del pagamento, o ancora l’eventuale presenza di danni a mobili o ad oggetti che fanno da corredo alla casa.

Conviene affittare casa ammobiliata: inventario dei mobili

Ebbene sì. Quando si decide di dare in affitto un immobile arredato, è buona norma cautelarsi stilando una lista completa di tutto ciò che viene dato in dotazione insieme all’appartamento.

Questa lista, chiaramente, va allegata al contratto d’affitto quando viene stipulato il contratto stesso e sottoscritto da entrambe le parti. Nel caso in cui sia possibile, si possono anche scattare delle fotografie.

Conviene affittare casa ammobiliata: utenze e voltura

Se si decide di affittare casa, prima che il nuovo inquilino ne prenda possesso, si deve prendere nota delle cifre riportate sui contatori. Al fine di poter addebitare all’inquilino, senza margini di errore, quanto dovuto.

Anche fare la voltura delle utenze, in base al tipo di contratto, è un fattore da tenere in attenta considerazione.

Conviene affittare casa ammobiliata: polizza assicurativa

Per maggiore sicurezza si può richiedere all’affittuario per contratto, che questo debba stipulare una polizza di assicurazione nel caso in cui l’inquilino stesso, per sfortuna o demerito, incorra in licenziamento, ovvero nell’impossibilità di pagare.

Nell’eventualità che ciò avvenga, l’assicurazione viene chiamata a pagare il proprietario dell’immobile, in base a quanto previsto dalla legge in tal caso.

Conviene affittare casa ammobiliata: alta classe energetica

conviene affittare casa ammobiliata cucinaEd ecco un ultimo suggerimento, ovvero quello di offrire un’alta classe energetica, dal momento che il prezzo dell’affitto deve necessariamente essere proporzionale anche all’indice di prestazione energetica.

Che cosa vuol dire questo? Semplicemente che più è alta la classe (fondamentalmente A e B), minori sono i consumi energetici. Viceversa, se la classe è bassa, i costi delle utenze saranno più alti e di conseguenza il prezzo dell’immobile sarà inferiore.

Siamo giunti alla fine del nostro articolo dedicato a questo argomento: conviene affittare casa ammobiliata. Speriamo che tu abbia trovato le risposte alle tue domande. Continua a seguirci, alla prossima.