Imposta di bollo sul conto corrente: che cos’è? Scoprilo qui

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Imposta di bollo conto corrente: scopri tutti i dettagli…

Imposta di bollo conto corrente: ecco i dettagli

Vuoi sapere tutto, ma proprio tutto, sull’imposta di bollo su conto corrente? Allora sei capitato nel posto giusto. Scoprirai qui tutte le caratteristiche di questa aspetto della tassazione. E anche le indicazioni legislative e le diverse variabili che regolano questo aspetto, sottoposto a normativa dal 2012. In pratica, un’imposta fissa che viene applicata ai titolari di conto corrente, che siano persone fisiche o altri tipi di soggetto.

Iniziamo con la normativa…

Imposta di Bollo sul conto corrente: la normativa

L’Agenzia delle Entrate, con le circolari n. 48 del 21 dicembre 2012, e n. 15 del 20 maggio 2013, ha provveduto a chiarire in via definitiva gli aspetti che regolano l’applicazione della nuova disciplina relativa all’imposta di bollo applicabile ai conti correnti. L’iniziativa era stata presa in seguito alle numerose interrogazioni mosse dalle associazioni dei consumatori dinanzi al cosiddetto Decreto Salva Italia, entrato in vigore nel 2012.

Imposta di bollo conto corrente: calcolo

Per quanto riguarda l’imposta di bollo per conti correnti e libretti di risparmio, essa è calcolata a 34,20 euro per le persone fisiche, e a 100 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’imposta si intende applicata al momento dell’emissione dell’estratto conto, ed è relativa al periodo rendicontato.

Qualora non sussistesse il rendiconto annuo, l’imposta si intende applicabile al 31 dicembre di ogni anno. Nel caso, invece, che uno stesso cliente detenga più conti correnti o libretti di risparmio, l’imposta annua si calcola in riferimento a ogni singolo rapporto.

Tuttavia, la legge prevede un tetto al di sotto del quale le persone fisiche non sono tenute a versare l’imposta. L’imposta, infatti, non è dovuta dal cliente – persona fisica in un caso. Quale? Se il valore medio di giacenza non è superiore a 5 mila euro. Il valore medio si calcola sommando i saldi giornalieri del conto corrente in esame, dividendo per il numero dei giorni di rendicontazione del rapporto.

Giacenza complessiva

In questo senso, la verifica della giacenza complessiva deve essere sempre effettuata in occasione di ogni estratto conto o, anche, di rendiconto, ed essere riferita al periodo rendicontato. Se, dalla verifica, emerge che la giacenza complessiva dei conti e dei libretti intestati alla medesima persona fisica risulta superiore ai 5 mila euro, l’imposta va applicata a tutti i rapporti in essere.

In questo caso, nel momento di rendicontazione del conto B, devono essere presi in considerazione le giacenze medie degli altri conti intrattenuti presso lo stesso intermediario. Dato che il conto A ha un valore medio di giacenza, per quel periodo, superiore a 5.000 euro, questo va ad incidere sulla rendicontazione del conto B.

Cosa comporta questo? Che andrà quindi a pagare la rendicontazione per il periodo considerato. A ciò si aggiunga che, nel caso in cui il valore medio di giacenza di un conto corrente intestato a una persona fisica risultasse negativo, l’imposta di bollo non è dovuta.

Esenzione

Va aggiunto, infine, che sono esenti dall’imposta di bollo i conti correnti cosiddetti “di base”; ovvero i conti gratuiti – riservati alle persone fisiche con un ISEE inferiore al tetto di 7.500 euro, che furono introdotti sul mercato bancario durante il governo Monti, al fine di ridurre l’utilizzo di contante.

L’imposta sui libretti di risparmio

L’imposta solitamente applicata in riferimento ai conti correnti è, comunque, riferita anche ai libretti di risparmio, sia bancari che postali. A condizione che questi prodotti siano utilizzati da famiglie o imprese per gestire il proprio risparmio.

Come nel caso dei conti correnti, anche per i libretti di risparmio la tassa è pari a 32,40 euro per le persone fisiche. Sempre che la giacenza media risulti superiore ai 5 mila euro. E a 100 euro per le persone giuridiche (ma indipendentemente dal saldo medio).

Imposta di bollo sui conti deposito

Un’imposta dello 0,2%, invece, è prevista in riferimento a conti deposito, certificati di deposito e buoni fruttiferi postali, inseme ad altri prodotti finanziari, e con l’esclusione dei fondi pensione.

In questo caso, dunque, l’imposta di bollo – unitamente a certificati di deposito, buoni fruttiferi postali e altri prodotti finanziari – non è fissa. Dal 2014, infatti, chi si trova in possesso di conti deposito è tenuto a versare un’imposta di bollo pari al 2 per mille. Come si calcola? Sulla base della giacenza del conto.

Nessun tetto massimo per le persone fisiche

In relazione alle persone fisiche, d’altronde, non è previsto nessun tetto massimo di imposta, mentre per titolari diversi dalle persone fisiche, l’imposta massima è fissata a 14 mila euro.

Per quanto riguarda i buoni fruttiferi postali, poi, non è previsto il pagamento del bollo in relazione alla parte d’imposta che superasse l’importo degli interessi maturati. Ciò significa che, dal momento che i buoni postali rimborsano il capitale versato, qualora l’applicazione del 2 per mille del bollo fosse superiore agli interessi, la quota eccedente non andrebbe pagata.

Ecco dunque la panoramica completa sulla questione dell’imposta di bollo relativa ai conti correnti. Ma anche ad altri prodotti bancari di risparmio e di accantonamento del risparmio, che ha diverse declinazioni a seconda del possessore del conto e della giacenza media del conto stesso.

Imposta di bollo conto corrente: approfondimenti

A questo punto, prima di salutarti, potrebbe interessarti approfondire ulteriormente il tema dei conti correnti, provando a leggere questi due articoli che ti propongo di seguito.

Il primo è dedicato proprio al conto corrente senza imposta di bollo, quindi esattamente il contrario della tipologia che abbiamo fin qui preso in considerazione. In particolare, qui troverai tutte le informazioni relative alle categorie e alle tipologie di prodotto bancario che non sono sottoposte all’imposizione della tassa di bollo.

L’altro articolo che ti segnaliamo, invece, è dedicato ai conti correnti più convenienti. Si tratta di un’approfondita e circostanziata disamina di tutte le tipologie di conti correnti valutati sotto il punto di vista delle convenienza. Tra gli aspetti presi in considerazione ci sono il codice identificativo, l’aspetto dell’innovazione finanziaria, le tipologie di saldo, i costi di gestione e molti altri ancora.

A questo punto la tua conoscenza relativa ai conti correnti sarà sicuramente più ricca e articolata di prima. E, allora, buon conto corrente! A prestissimo con un altro articolo!