Investimenti a capitale garantito: ecco la guida 2019

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investimenti a capitale garantito grafico

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Vuoi scoprire tutto ciò che c’è da sapere sugli investimenti a capitale garantito? Allora resta con noi!

Un investimento a basso rischio

Gli investimenti a capitale garantito sono tra i prodotti maggiormente consigliati dalle banche. Hanno, infatti, un appeal particolarmente ampio, che va a interessare un vasto segmento del mercato degli investimenti. È il caso di approfondire la conoscenza con questo settore. Ecco una guida pratica.

Investimenti a capitale garantito: cos’è il capitale garantito

Cosa s’intende con capitale garantito? Che la somma versata per sostenere un investimento viene con certezza rimborsata. Quando? Al momento di una data di scadenza precedentemente concordata. In determinati casi, oltre al capitale viene garantito anche un rendimento minimo. È per questo motivo che l’investitore non corre il rischio di perdere il proprio capitale. Ma come viene garantito il capitale?

Facciamo un esempio…

investimenti a capitale garantito frecciaPoniamo che una società di investimento riceva da un investitore 1000 euro, impegnandosi a garantire questa somma alla scadenza indicata di 10 anni. La società in esame provvederà ad acquistare titoli di Stato e obbligazioni per raggiungere questo obiettivo. Grazie al reinvestimento e ai rendimenti, l’istituto sarà in grado di restituire la somma al proprio cliente.

Il capitale è quindi garantito, e la società di intermediazione sarà libera di utilizzare la differenza tra i 1000 euro investiti dal cliente e la somma spesa per acquistare le obbligazioni. Con lo scopo di effettuare altri investimenti di livello speculativo superiore. Riesci a vederne il valore? Riuscirà così a pagare i profitti per l’investitore.

A questo proposito, va ricordato che cos’è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Si tratta di un istituto che garantisce le somme depositate da ogni singolo correntista entro un limite massimo di 100 mila euro. Ciò comporta una sostanziale “difesa” del proprio capitale di investimento anche in caso di “bail-in”. Che cos’è quest’ultimo? Il coinvolgimento diretto dell’investitore in caso di crisi bancaria.

La Direttiva UE dell’1 gennaio 2016, infatti, ha stabilito che nessun azionista, correntista o creditore debba sobbarcarsi perdite superiori a quelle che avrebbe in caso di liquidazione coatta amministrativa (no creditor worse off). Inoltre, il caso di prelievo forzoso non riguarda i depositi fino a 100 mila euro, appunto. Né i patrimoni dei clienti che la banca ha in gestione.

Investimenti a capitale garantito: sono sicuri?

Sappiamo bene che i comportamenti in ambito economico-finanziario dipendono da due “semplici” fattori: il desiderio di guadagnare molto e il timore di perdere il proprio denaro. Ecco perché i prodotti a capitale garantito ricevono una particolare attenzione da parte di chi decide di investire le proprie risorse. Ma, ovviamente, il discorso non si ferma qui. Cerchiamo di approfondire la conoscenza di questo tipo di prodotti. E di comprendere anche quale sia il loro grado di sicurezza oltre che di redditività.

Per prima cosa, va detto che nel mondo della finanza nulla è certo, in quanto regolato da leggi legate agli avvenimenti futuri. Così, anche per quanto riguarda i prodotti a capitale garantito esistono dei rischi ineliminabili. Tuttavia, bisogna tener conto del fatto che stiamo parlando di prodotti dotati di elevatissima capacità di garantire il capitale, oltre a un certo rendimento.

Ed ecco perché gli strumenti di investimento a rendimento fisso o garantito sono anche quelli che riscuotono il maggiore successo nel nostro Paese tra gli investitori.

Ma vediamo quali sono le principali tipologie di investimento a capitale garantito…

Investimenti a capitale garantito: conti deposito

I conti deposito, o conti remunerati, prevedono che l’investitore diventi creditore nei confronti di un attore terzo: la banca. Il conto deposito garantisce al “creditore” la possibilità di ricevere indietro il capitale aggiunto di una certa remunerazione. Si tratta di una scelta decisamente popolare. Come mai? Be’, consente di ricevere un rendimento garantito in cambio del vincolo temporale sul capitale.

Una tipologia di investimento sicuro in riferimento al brevissimo termine… ma che diventa meno interessante in caso si intenda entrare in possesso di sistemi di risparmio a lunga scadenza.

investimenti a capitale garantito fatturato

Attualmente, infatti, il rendimento garantito dai conti deposito riesce a coprire a malapena l’effetto dell’inflazione. In base a queste considerazioni, il conto deposito in questa fase si configura come la migliore soluzione. Perché? Per via dell’intenzione di “parcheggiare” la propria liquidità per un lasso di tempo limitato.

E se ci si pone obiettivi temporali più ampi? Questo strumento si rivelerà di scarso valore, e il capitale da investire decisamente più adatto a investimenti caratterizzati da asset collocation dinamiche e contenuti rischi finanziari. I conti deposito possono avere una durata che va dai 3 mesi ai 3 anni. Ed è il cliente a scegliere la scadenza a seconda delle proprie preferenze e necessità.

Gli interessi vengono calcolati in base al tesso creditore offerto dalle diverse banche, e possono essere liquidati al termine ma anche attraverso cedole intermedie. Esiste anche la possibilità di ottenere gli interessi all’apertura del contratto stesso, in anticipo. In conclusione, i conti deposito rappresentano, storicamente, una delle tipologie di investimento più sicuro e, di conseguenza, più gradito da parte dei risparmiatori.

Nella fase attuale si assiste a un progressivo calo dei rendimenti, da ricollegarsi alle manovre della BCE. Ciò non toglie che esistano compagnie finanziarie che tentano di spingere più in altro l’asticella del rendimento.

Investimenti a capitale garantito: le obbligazioni

investimenti a capitale garantito uomoLe obbligazioni rappresentano oggi una delle scelte più diffuse tra gli investitori. Prima di tutto, acquistare un’obbligazione è, in pratica, come concedere un prestito. Acquistando un’obbligazione al costo di 100 euro, per 10 anni e un tasso medio di interesse del 2%, si riceverà alla scadenza il capitale di partenza più una cedola aggiuntiva. A loro volta, le obbligazioni vengono distinte in due grandi categorie: “obbligazioni governative” e “obbligazioni corporate”.

Le differenze fra le varie tipologie

Le prime sono emesse dal Governo per finanziare il proprio debito pubblico, mentre le seconde sono emesse dalle aziende per finanziare le loro attività. La conoscenza dell’ente emittente è di primaria importanza. E diventa strategico in relazione a quegli istituti che possono presentare criticità e problematiche strutturali che ne minino l’affidabilità sul medio e lungo periodo. La certezza di riavere indietro l’investimento iniziale, infatti, è legata alla capacità dell’emittente di detenere l’investimento fino alla scadenza prevista.

E il prezzo delle obbligazioni non è fisso: ciò significa che, in caso di vendita anticipata, è possibile verificare il rischio di disinvestire a condizioni sfavorevoli, perdendo capitale. Nel caso delle obbligazioni a lunga scadenza è di massima importanza valutare le dinamiche dei tassi d’interesse: tassi in crescita espongono al rischio di registrare una perdita. Più la scadenza di un prodotto è lontana, più il suo valore sarà soggetto alla dinamica dei tassi d’interesse.

Tra le obbligazioni si distinguono le cosiddette “strutturate”. Queste sono prodotti estremamente complessi, con un vincolo sul pagamento della cedola legato al determinarsi di specifiche condizioni o al valore di indici. Sono di solito particolarmente vantaggiose per le banche, che, grazie alla leva della scadenza, possono ricevere in anticipo la propria commissione.

Investimenti a capitale garantito: polizze assicurative

Con le polizze assicurative gli istituti emittenti si impegnano a rimborsare il capitale inizialmente investito, spesso aggiunto di un rendimento minimo. Si tratta di strumenti che consentono agli investitori di abbinare un’assicurazione sulla vita a una forma di investimento privo di rischi. Il tutto per consentire al capitale di partenza di essere incrementato gradualmente.

Questa tipologia di investimento è caratterizzata da costi tendenzialmente elevati. In più, sono costituti da formule non particolarmente flessibili, che non consentono di disinvestire in tempi rapidi nel caso in cui si voglia cambiare piano di investimento.

Investimenti a capitale garantito: investimenti postali

investimenti a capitale garantito calcolatriceAlla luce dell’attuale situazione dei rendimenti dei conti deposito, una tendenza dei risparmiatori è quella che si sposta verso gli investimenti postali sicuri. Le Poste Italiane, infatti possono vantare un forte appeal sulla clientela. Come mai? Grazie a un solido radicamento sul territorio e un canale preferenziale tramite il quale proporre prodotti finanziari ai suoi utenti.

Tra i vari prodotti offerti da Poste Italiane ci sono i Buoni Fruttiferi Postali. Si tratta di una soluzione che affonda le proprie radice nella storia degli italiani. Offre rendimenti sicuri ma, contemporaneamente, bassi. Il rendimento tende a salire nel caso di investimenti con tempistiche superiori ai 18 mesi.

Spesso gli interessi vengono corrisposti annualmente, o secondo scadenze prefissate. Oltre alla restituzione del capitale, quindi, si può optare per proposte a medio o lungo termine, ritirando prima i soldi. La tassazione, poi, è agevolata. Dunque, le Poste offrono soluzioni inferiori a quelle proposte dagli altri competitor impegnati nella raccolta di capitali. Una soluzione, quindi, adatta a chi non intende assumersi nessun rischio finanziario, e preferisce puntare su rendimenti più elevati, che portano con sé anche rischi più elevati.

Investimenti a capitale garantito: prodotti derivati

Si tratta di prodotti finanziari che offrono garanzie sul capitale e un rendimento minimo. Inoltre, è previsto anche un extra-rendimento, assoggettato al raggiungimento di livelli di indici o titoli.

Questi prodotti finanziari, dunque, si propongono all’investitore come una sicurezza ma, al contempo, presentano qualche criticità. Sono accompagnati, infatti, da commissioni e costi piuttosto elevati, soprattutto in riferimento ai prodotti strutturati e alle polizze.

Questi ultimi strumenti di investimento si distinguono per forme giuridiche estremamente varie e articolate. E garantiscono livelli differenti di protezione grazie a strategie di investimento “difensive”. In generale, la maggior parte di questi prodotti offrono la possibilità di operare scelte di investimento con controllo del rischio. Alcuni invece prevedono l’utilizzo di derivati o di assicurazioni, grazie ai quali si mira a garantire la totalità o parte del capitale.

Investimenti a capitale garantito: i Btp Italia

I Btp Italia sono titoli a rendimento reale, legati a una cedola fissa e a una parte variabile, collegata all’inflazione italiana. Questo strumento consente il recupero del costo della vita, per cui è considerato il titolo più “difensivo” rispetto al tasso fisso puro. Lo Stato italiano provvede a periodiche emissioni di Btp, il cui tasso definitivo viene comunicato al momento di chiusura del periodo di offerta.

Il rendimento è garantito, la liquidazione a cadenza semestrale, con una rivalutazione effettuata in base all’indice dei prezzi al consumo. La durata dell’investimento è di 6 anni, ed è previsto un premio fedeltà a chi mantiene il possesso del titolo fino alla scadenza prevista.

Investimenti a capitale garantito: consigli utili

In un contesto generale caratterizzato da bassi tassi d’interesse, i prodotti da investimento a capitale garantito offrono rendimenti tendenzialmente deboli. Prima di individuarne uno su cui puntare, è necessario fare un’attenta valutazione. Pensaci un attimo: il rischio più diffuso è quello di rimanere vincolati per diversi anni a un prodotto non particolarmente conveniente, e probabilmente anche costoso.

Da valutare con attenzione gli investimenti come i fondi a cedola o a scadenza, tra i più diffusi nel mercato finanziario e del risparmio italiani. Che spesso vengono proposti con un grande appeal, vantando capacità di redimenti garantiti, e che poi si limitano – nella pratica – a restituire il capitale inizialmente investito.

Le cose si complicano, poi, perché l’offerta di questo settore è davvero ampia e complessa e, ovviamente, non tutti i prodotto sono in grado di mantenere le promesse d’accesso. I maggiori rischi da valutare, oltre a quello inflazionistico, sono quelli legati all’impossibilità di generare rendimenti, quello rappresentato dai costi e quello relativo alle garanzie relative agli isitituti emittenti.

Tanti aspetti da valutare

Un aspetto da tenere in considerazione, al momento della scelta, è anche quello relativo alle specifiche aspettative presenti al momento della sottoscrizione. Se l’obiettivo è quello di incassare periodicamente delle cedole, bisogna chiedersi se, al contempo, sia conveniente. Puntare su un rendimento fisso, infatti, ha senso se si intende garantire una rendita dall’investimento. Ma di solito le strategie che portano al reinvestimento dei proventi incominciano a diventare convenienti a partire dal lungo termine.

Il controllo del rischio, molto probabilmente, si ottiene creando un asset allocation dinamica, diversificata, in modo da diminuire il rischio sul mercato. Il modo migliore per affrontare un investimento in questa fase è, comunque, quello rappresentato dalla scelta di prodotti poco complessi.

Infine, per quanto riguarda i conti deposito, è consigliabile valutare attentamente le condizioni previste in caso di svincolo anticipato e, contestualmente, le possibili penali applicate in quell’occasione. Si tratta, infatti, di elementi non sempre presenti e non sempre applicati nella stessa maniera da tutti gli istituti. Nel caso delle polizze, invece, si consiglia di confrontare attentamente le condizioni proposte dagli interlocutori, valutando con precisione l’entità dei costi collegati all’investimento, soprattutto in relazione alla durata.