Investire in diamanti con le azioni conviene? Qui tutte le risposte

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investire in diamanti con le azioni anello

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Investire in diamanti con le azioni conviene davvero? Questa forma di investimento ci mette al riparo da eventuali truffe legate al valore effettivo dei diamanti fisici? Cosa bisogna sapere prima di acquistare azioni e titoli legati alle pietre preziose?
A seguire tutte le risposte e le linee guida per investire consapevolmente e senza rischi.

3 cose da sapere prima di investire in diamanti

investire in diamanti con le azioni gemmaNegli ultimi tempi, viste le vicende economiche internazionali e l’incertezza di alcuni mercati, gli esperti consigliano di diversificare sempre più il proprio portafoglio di investimento.

Tant’è vero che stiamo assistendo ad una progressiva migrazione: gli investitori stanno passando dai canonici strumenti finanziari ai cosiddetti “beni rifugio“, ovvero beni che tendono a conservare il proprio valore a prescindere dalle oscillazioni dei mercati.

I diamanti rientrano a pieno titolo nella suddetta categoria.
Attenzione però: sia che scegliamo di investire in diamanti fisici sia che scegliamo azioni o titoli, è fondamentale essere adeguatamente informati.

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere!

Investimenti in diamanti con le azioni: rischi legati all’investimento

I diamanti sono un valido strumento di investimento.
Questo può rivelarsi più o meno conveniente, a seconda degli andamenti di alcuni parametri di mercato.

I professionisti del settore consigliano comunque di riservare a questa tipologia di investimento non più del 5-10% del proprio portafoglio.

I diamanti – come l’oro – sono una materia prima ed il loro valore potrebbe essere influenzato dalle scorte e dalla reperibilità.

In generale nel corso degli anni abbiamo assistito ad una progressiva crescita delle quotazioni e mai ad un andamento decrescente.
Tuttavia non ci sono regole tassative che garantiscono il perdurare di tale andamento ascendente.

Investire in diamanti con le azioni: rischi legati alla compravendita

Per non incorrere in rischi legati all’autenticità ed al valore della pietra stessa bisogna affidarsi ad operatori esperti del settore.

Molte banche si appoggiano a partner garantiti e certificati, i quali offrono qualche garanzia in più.
Ricordiamo comunque che per i diamanti non esistono quotazioni “ufficiali”.
Esiste un listino di riferimento, il Rapaport, che stima le pietre per fasce di caratura ed aiuta ad avere valori che sono grosso modo quelli di mercato.

Investire in diamanti con le azioni: trattamento fiscale

I diamanti sono esenti da tasse di successione o altre imposte applicate sulle plusvalenze (cosiddetto capital gain).
Si paga l’Iva del 22‰ al momento dell’acquisto, diversamente da quanto accade con l’oro da investimento  che è del tutto esente da Iva.

Investire in diamanti: alcune considerazioni

investire in diamanti con le azioni cristalliL’investimento in diamanti è sempre stato visto come un investimento riservato ad una piccola percentuale di investitori: il suo prezzo al carato lo rende uno dei beni più costosi in assoluto.

Ma non è tutto.

È opinione diffusa che investire in diamanti sia prerogativa di pochi anche per la necessaria, profonda e specifica conoscenza delle dinamiche di mercato.

Vero, ma solo in parte!
Per poter ponderare possibilità di guadagno e rischi connessi bisogna avere una base di partenza.
Questo però non esclude la possibilità un investimento, appoggiandoci a figure professionali del settore.

L’investimento in diamanti può concretizzarsi in vari modi, e ciascuno di questi risponde a differenti condizioni di partenza.
Condizioni che riguardano l’esperienza dell’investitore e il capitale da investire.

Come investire in diamanti

Esistono varie modalità per investire in diamanti: dall’acquisto del bene fisico all’acquisto di titoli e azioni.
Questi sono quasi sempre collegati alle principali società che producono o commercializzano pietre preziose.
A seguire i dettagli di ciascuno: punti di forza e criticità di un investimento oggetto di un ampio dibattito.

Continua a leggere per scoprire tutto, ma proprio tutto, su diamanti e altre forme di investimento ad essi collegate…

Investire in pietre preziose: comprare diamanti

Oltre che una gemma da indossare con orgoglio, un gioiello con diamante può rappresentare un vero e proprio investimento.

Il modo migliore per acquistarne uno è chiedere consulenza ad un commerciante esperto in materia.
Sarà in grado di scegliere per noi la miglior soluzione con un conveniente rapporto tra prezzo e caratura.

Investire in diamanti con le azioni: come scegliere i diamanti

Come abbiamo più volte sottolineato i diamanti sono dei beni rifugio a cui non è possibile dare un valore oggettivamente condiviso.
La valutazione, sebbene legata a parametri standard, è estremamente discrezionale.

Tuttavia è possibile stilare una breve lista delle caratteristiche sulla base delle quali si stabilisce qualità e prezzo della gemma in questione.

Le quattro C

La valutazione dei diamanti prende come riferimento quattro parametri.
Tre si riferiscono alle caratteristiche fisiche naturali della pietra, ed un quarto riguarda il taglio. Quest’ultimo è in grado di valorizzare o compromettere le qualità di partenza della pietra.
Suddetti parametri vengono indicati come le quattro C, ovvero:

  • Color
  • Cut
  • Clarity
  • Carat.

Color: la colorazione della pietra

Il colore si riferisce alla colorazione della pietra, in una
scala di colore che va dalla lettera D (diamanti incolore) alla lettera Z (diamanti tendenti al giallo/marrone chiaro).

Ognuna delle lettere della scala non indica un colore ben preciso, ma piuttosto una gamma di colore basata su toni e intensità del colore.

I diamanti che vanno dalla lettera D alla lettera F, si considerano incolore.
I diamanti che vanno dalla lettera G alla lettera I, possono apparire in un primo momento incolori, salvo svelare poi una o più sfumature che li rendono meno importanti.

A mano a mano che il grado di colore scende verso la lettera Z, il colore diventa sempre più evidente anche agli occhi dei non addetti ai lavori ed anche nelle pietre di piccole dimensioni!

È bene ricordare che la classificazione del colore avviene in condizioni controllate, confrontando la pietra oggetto di valutazione con una serie di diamanti di colore noto, le cosiddette pietre di paragone.

Cut: il taglio

investire in diamanti con le azioni pietre prezioseIl taglio è una operazione estremamente delicata, prevede varie fasi e ciascuna di queste deve essere svolta alla perfezione per poter dare risultati ottimali senza compromettere il valore della pietra.

Più un diamante è tagliato bene, tanto più rifletterà la luce e acquisirà brillantezza.
L’abilità del tagliatore di diamanti è pertanto di fondamentale importanza: un taglio perfetto è in grado di esaltare pregi e correggere difetti.
Ma c’è di più.
Un taglio male eseguito può mettere a rischio il valore di purezza, colore e caratura.

Clarity: la purezza

La purezza indica la presenza, o meglio, l’assenza di imperfezioni all’interno di un diamante.
La misuriamo utilizzando una scala che parte da un grado di purezza altissimo – letteralmente perfetta – per arrivare ad una pietra con imperfezioni visibili ad occhio nudo.

Senza dubbio la presenza di impurità è garanzia di una pietra naturale e genuina, tuttavia ne compromette irrimediabilmente limpidezza e omogeneità di colore.

Carat: la caratura

I carati indicano la dimensione della pietra, che non è espressa con unità di misura di peso. Perlomeno non convenzionalmente.
Un carato, che equivale a 0,20 grammi, assume un significato diverso se riferito a metalli preziosi.

Nel caso di questi ultimi si riferisce alla purezza del metallo stesso: indica quanta parte di metallo puro (ad esempio oro) è presente nella lega considerata.

Per maggiori approfondimenti ti consigliamo i nostri articoli aggiornati su diamanti al grammo e sulla caratura dei metalli.

Naturalmente le quattro C interessano la valutazione esclusivamente in caso di acquisto di pietre in senso stretto.
Per tutte le altre forme di investimento poco incidono i dettagli delle singole pietre.

In generale si consiglia l’acquisto di pietre facilmente commercializzabili.
Cosa significa questo?
Meglio pietre più piccole – purché di dimensioni accettate dal mercato – che di caratura maggiore.
Inoltre meglio più pietre anziché una sola, in modo da monetizzare – a seconda del proprio bisogno e della domanda di mercato – anche solo una parte dell’investimento.

Come conservare i diamanti fisici

Gli investitori che decidono di acquistare diamanti devono anche sostenere i costi legati alla gestione e alla sicurezza delle pietre.
Queste oltre ad essere opportunamente conservate nella propria abitazione dovranno essere coperti da una polizza assicurativa pensata ad hoc.

Ma non è tutto.

Affinché la pietra preziosa assuma a tutti gli effetti gli aspetti di un investimento – e garantisca un guadagno – è consigliabile vendere il diamante dopo qualche anno dall’acquisto.
Fondamentale è la scelta del momento: basta tenere sotto osservazione i mercati per spuntare le migliori quotazioni Rapaport.

Investire in pietre preziose: i fondi

Investire in fondi specifici per diamanti e altre pietre preziose è una operazione delicata.
I fondi specializzati in diamanti sono pochi, e di ciascuno bisogna valutare autorevolezza e affidabilità.

Investire in diamanti con le azioni: quali sono i migliori fondi di investimento?

Al momento i fondi specifici per investire in diamanti con le azioni più quotati sono:

  • Enterprise Investment Scheme
  • Diamond Fund

L’Enterprise Investment Scheme è stato pensato per investimenti in diamanti rari.
The Pink Iguana EIS, questo il nome completo, richiede un contributo minimo 10.000 sterline da ciascun investitore, fino ad un massimo di 1 milione di sterline.

Il Diamond Fund è emesso dalla società Finanz-konzept.
Lo scopo del fondo è di ottenere un rendimento total return, investendo in un portafoglio ampio e diversificato, un continuo aggiornamento delle condizioni di mercato e una maggiore libertà di intervento dei manager.

Le pietre sono acquistate direttamente presso i produttori con garanzia di restituzione.
Le gemme in questione sono certificate dai principali istituti in materia: GIA, IGI, HRD, FM.
L’investimento minimo, in questo fondo, parte da 100.000 euro.

Una terza alternativa è costituita da vari fondi che gestiscono attivamente le materie prime.
Di solito propendono per questa forma di fondo i grandi produttori di oro e metalli preziosi, ma è probabile che ne esista qualcuno anche per diamanti e altre pietre preziose.

Investire in pietre preziose: le azioni

Se desideriamo investire parte dei nostri risparmi in diamanti, non possiamo non considerare le azioni di società minerarie e delle aziende proprietarie.

Le società più grandi e note richiedono senza ombra di dubbio dei costi di partecipazione notevoli.
Tanto per il valore effettivo delle azioni e dei titoli, quanto per il prestigio del nome.

I piccoli produttori d’altra parte potrebbero avere problemi legati alle “dimensioni” della struttura. Questa potrebbe risentire della competizione con i grandi del settore e mettere a repentaglio l’investimento più o meno consistente.

De Beers, un tempo monopolista nelle forniture diamantifere mondiali, non è più solo ma controlla ancora gran parte del mercato.
Un altro grande produttore è Alrosa, società che fa capo al governo russo.
Petra e Gem Diamond sono più piccole, ma comunque quotate sui mercati britannici.

Investire in diamanti con le azioni: una scelta poco diffusa

La difficoltà di investire in diamanti è dimostrata dalla vicenda di uno dei pochi Exchange Traded Fund mai creati.
Il fondo in questione ha raggiunto un patrimonio di circa 1 milione di dollari in un anno e nel 2014 il fondo è stato ritirato dalla Borsa.

Inoltre poiché le gemme sono una materia prima “fisica” tendiamo a dimenticare che si può optare per fondi e azioni, che non differiscono da azioni di società che operano in altri settori.

Investire in diamanti con le azioni: pro e contro

Investire in diamanti con le azioni o con altri strumenti può avere molti pro e altrettante criticità, come del resto accade con altre forme di investimento quali oro o Bitcoin.

Il valore intrinseco del bene ed il trend positivo registrato nel corso degli anni testimoniano la validità di tale forma di investimento.
Senza contare che, trattandosi di un bene reale, difficilmente sarà soggetto a fallimento.

Altrettanto vero è che non garantiscono rendimenti con periodicità programmata, come accade con obbligazioni e azioni.
Non hanno quotazioni ufficiali, sebbene esistano riferimenti diventati tali per prassi (vedi il listino Rapaport).

In conclusione: bisogna guardare ai diamanti sì come ad un investimento, ma di lungo periodo e senza impegnare somme ingenti.

Investire in diamanti con le azioni e con cautela!

investire in diamanti con le azioni ricchezzaPossiamo affermare che investire in diamanti e preziosi può essere una valida opzione per diversificare il proprio portafoglio azionario.
Bisogna però usare cautela e razionalità, come per qualsiasi altra forma di investimento con o senza finalità speculative.

Dobbiamo infatti ricordare che nel passato non sono mancate esperienze fallimentari.
Basti pensare che il primo fondo di diamanti, creato negli anni ’80 ha chiuso i battenti  dopo pochi anni, mentre il primo ad essere quotato ha perso oltre il 50% dal 2008, anno del suo debutto, al 2011.

Speriamo che questo articolo sia stato utile per comprendere come investire in diamanti con le azioni e i fondi.
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