Oro, franco svizzero e yen: si torna ai beni rifugio?

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Da qualche tempo non si fa altro che parlare di oro, franco svizzero e yen e di un possibile ritorno, per gli investitori, a quegli strumenti finanziari che rientrano a far parte della categoria dei beni rifugio.

Il tutto, a fronte di una generica discesa dei mercati azionari e ancora di alcune valute, tra le quali è possibile ricordare il dollaro canadese, piuttosto che le divise di Australia e Nuova Zelanda.

Negli ultimi tempi si è fatta sempre più insistente la difficoltà per i trader e i maggiori investitori istituzionali di rintracciare beni rifugio adeguati. Il motivo di tale difficoltà risiede nel fatto che ad oggi trovare asset che siano degni di tale nome è sempre più difficile.

Oro, franco svizzero e yen: instabilità politico-economica

A quanto detto, è necessario aggiungere altri elementi destabilizzanti incorsi negli ultimi mesi. Tra questi è possibile ricordare:

  • il conflitto nel Kashmir

  • l’udienza di Michael Cohen presso il Congresso degli Stati Uniti d’America

  • il summit di Hanoi intercorso tra le potenze mondiali USA e Corea del Nord.

Insomma, tutte situazioni reali che hanno contribuito a buttare a terra il morale degli investitori. Ma la lista si allunga se si pensa, ancora, all’acuirsi delle tensioni in ambito geopolitico, come nel caso di India e Pakistan, Paesi di fondamentale importanza in ambito nucleare. O al ruolo sostenuto dal colosso Huawei, all’interno della guerra tecnologica che intercorre tra Cina e Stati Uniti.

Ecco perché la volontà degli investitori di ricorrere ai “tradizionali” beni rifugio, quali l’oro da investimento, il dollaro americano, lo yen giapponese e il franco svizzero trovano la loro perfetta spiegazione.

Oro, franco svizzero e yen: sono ancora valute rifugio?

Risale al mese di febbraio la notizia riguardante l’abbattimento dei jet indiani da parte dell’esercito pakistano. A detta di Simon Derrick, chief currency strategist di BNY Mellon, queste notizie non hanno influito positivamente sul dollaro. A differenza di quanto accaduto, invece, per lo yen giapponese, che sembra aver tratto un certo beneficio per il diffondersi di tali tensioni.

Che ruolo svolge il dollaro in questo quadro? Dopo le dichiarazioni rilasciate dall’ex consulente legale di Trump, Michael Cohen, il dollaro americano sembra subire la pressione sul Forex. Per non parlare dell’impatto del summit tra Trump e Jong-un, il cui scopo era quello di sostenere la de-nuclearizzazione della penisola coreana. La sua inaspettata interruzione, come noto, è ricaduta negativamente sul dollaro e più in generale sulle Borse. Motivi leciti per escludere il dollaro americano tra i beni rifugio preferiti dai mercati.

Allo stesso modo, anche le Borse di Tokyo e Seul hanno subito un arresto per il mancato accordo tra Trump e Jong-un, mostrando una risposta sfavorevole dello yen. La valuta giapponese, infatti, ha mostrato segni di cedimento in concomitanza con la divisa sudcoreana. Chi esce “vincitore” da questo quadro non proprio roseo? Il franco svizzero, tipica valuta rifugio al pari dello yen. E a dimostrare quanto detto, sopraggiunge nell’ultimo periodo il fatto che il franco svizzero ha guadagnato sullo yen e sul dollaro.

Ed ecco che, quindi, il franco svizzero sembra essere ad oggi una tra le migliori valute su cui gli investitori pensano di investire del denaro. A maggior ragione, se pensiamo che viene considerato come una valuta rifugio dagli esperti del settore. A cui si aggiunge un fattore noto a tutti, ovvero, che la Svizzera da sempre si contraddistingue per la sua sicurezza, l’affidabilità e la sua importanza strategica.