Titoli di Stato austriaci: tutto quello che c’è da sapere 2019

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Hai digitato titoli di Stato austriaci? Allora leggi quest’articolo aggiornato al 2018!

Investimenti a lungo termine a basso rischio

I Titoli di Stato, come sappiamo bene, rappresentano un investimento ampiamente utilizzato dai risparmiatori. E non solo in riferimento a quelli emessi dal nostro Paese. I Titoli esteri, infatti sono diventati in molti casi un’ appetibile occasione, in grado di integrare e arricchire investimenti articolati e distribuiti su prodotti diversificati. È il caso dei Titoli di Stato emessi dall’Austria. Approfondiamo allora questa possibilità e scopriamo tutto quanto c’è da sapere sulle obbligazioni d’Oltralpe.

Titoli di Stato austriaci: ecco tutti i dettagli

Una prima differenza tra le obbligazioni italiane e quelle austriache balza all’occhio. In Italia, la procedura vuole che, per sottoscrivere le obbligazioni di Stato, è necessario affidarsi a un mediatore che porti avanti la transazione. Per quanto riguarda l’Austria (e altre nazioni), invece, è possibile fare riferimento in maniera diretta al Ministero del Tesoro austriaco.

La procedura prevista è piuttosto semplice, e prevede la sottoscrizione e l’acquisto delle obbligazioni grazie a Internet. I BOT austriaci, infatti, possono essere acquistati in rete con un clic. La somma minima da investire per un titolo è pari a 100 euro a 2, 5 e 10 anni. Naturalmente, le scadenze sono ben più ampie, giungendo a 30 anni e oltre.

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Come acquistare Titoli di Stato austriaci

Per poter sottoscrivere le obbligazioni austriache sono richieste alcune semplici condizioni, e procedure di semplice attuazione da effettuarsi online:

  • Essere residenti nella Comunità Europea

  • Compilare un apposito form online in cui indicare fino a 3 conti correnti (solo se aperti presso nazioni facenti parte della Comunità Europea) abilitati a scambiare i Fondi con il conto di deposito

  • Stampare e inviare il contratto firmato, allegando una fotocopia di un documento di idenità, indirizzandolo alla sede centrale del Ministero del Tesoro a Vienna.

Dopo pochi giorni dalla sottoscrizione online, il Ministero del Tesoro austriaco provvede a inviare una lettera in cui viene fornito il numero di conto assegnato, e recante le coordinate IBAN per i trasferimenti SEPA. A ciò si aggiunge una lettera che comunica la password con cui accedere online al sito.

La procedura non prevede l’applicazione di commissioni di gestione, fatta eccezione per le commissioni bancarie dell’Istituto di Credito dell’investitore. La tassazione per i cittadini europei non residenti in Austria – col nome di “euritenuta” – invece, prevede una quota del 20% applicata al momento.

L’ “euritenuta” viene applicata automaticamente dal Ministero, a meno che non sia stata fatta espressa richiesta di non tassare gli interessi alla fonte, comunicando all’Agenzia delle Entrate le cifre depositate. In questo caso, però, viene applicata la ritenuta in riferimento alla fascia di reddito di appartenenza, che oscilla tra il 23% e il 27%, a seconda dei casi.

Per cui, tenuto conto di questa ritenuta del 20%, le opportunità offerte dall’Austria prevedono investimenti a partire da un minimo di interesse netto dell’1,92% (titoli a un mese), fino a un massimo di interesse netto del 3,44% (titoli a 10 anni).

I Bond austriaci a 100 anni

Nel 2017, in poco tempo, si è subito volatilizzata l’offerta di Bond austriaci – rivolti solo al pubblico dell’Eurozona – a 100 anni. Il tasso con cui sono stati proposti, il 2,11% è lo stesso offerto dai T-Bond decennali americani. Un vero fenomeno finanziario, se si pensa che la domanda (11 miliardi) ha nettamente superato l’offerta (3,5 miliardi). E che, acquistando un bond a 100 anni al tasso del 2,1%, saranno necessari ben 44 anni per poter recuperare il capitale tramite le cedole.

Eppure la “moda” dei Bond scherzosamente definiti “matusalemme” rimane ben viva. La spiegazione degli analisti è che, dinanzi alla situazione attuale di mercato, gli investitori hanno aspettative di un futuro segnato da bassi tassi di rendimento, e che i Paesi dell’Eurozona approfittano della situazione per allungare la durata del debito a tassi scontati.

Comunque, c’è da sottolineare che l’acquisto di questo tipo di Bond non va fatto alla leggera, e che sia necessaria un’attenta valutazione e, soprattutto, una chiara idea sugli obiettivi che ci si prefigge.

I rendimenti dei titoli di stato austriaci

I Titoli di Stato emessi dall’Austria offrono rendimenti tendenzialmente bassi, essendo sostanzialmente ciò che viene indicato come “beni rifugio”. È il caso, quindi, di acquistarli se si ha ben chiaro ciò che si sta facendo, e soprattutto se si intende portarli a scadenza, tenendoli all’interno di un portafoglio differenziato.

Sono due i titoli maggiormente consigliati dagli operatori del settore. Uno è l’Austria 28 EMTN, titolo a tasso fisso che paga cedole annuali lorde allo 0,75% e 0,66% netto. Ciò avviene grazie alla tassazione agevolata del 12,50%. La scadenza prevista è il 20 febbraio 2028. Il taglio minimo di acquisto è fissato a 1000 euro. L’Austria 25 VRN, invece, è un titolo strutturato.

Gli interessi annui sono pari al tasso Euribor a 6 mesi più l’1,50%. Le cedole vengono pagate solo in caso che il differenziale tra il tasso swap a 10 e a 2 anni moltiplicato per 5 super l’Euribor semestrale. Questa condizione è soddisfatta, per cui possiamo dire che il titolo paga delle cedole decisamente interessanti. La scadenza di questi titoli è al 10 ottobre 2025, con un prezzo di 106,50 e un rendimento – ai tassi attuali – dello 0,38% netto.

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Titoli di stato austriaci: qualche dato sull’economia del Paese

L’Austria è una delle economie più virtuose dell’Eurozona. L’economia del Paese è tendenzialmente solida, con un picco di crescita che ha visto – nel 2017 – una crescita del 3,10%. L’inflazione è sotto controllo, anche se in ripresa, attestata sul 2,10% dello scorso anno. Una politica di austerity a livello di bilancio unita a una contrazione della spesa pubblica ha ridotto il rapporto tra debito pubblico e PIL. Rapporto che nel 2017 era sul 78,4% (a fronte di quello italiano pari al 132%).

In base a queste considerazioni, si comprende che i bond austriaci si propongono come bene rifugio. Il rischio relativo al Paese è estremamente basso, ottimo il rating e il basso costo assicurativo contro il default. Insomma, un investimento da tenere proprio in considerazione, non credi?

Ecco tutto ciò che c’era da sapere sui titoli di stato austriaci. Speriamo che la guida ti sia piaciuta! Ti consigliamo di leggere anche gli articoli dedicati a quelli albanesi e turchi. A presto altri interessanti articoli sul mondo della finanza! Continua a seguirci…