Titoli di Stato CTz: tutto quello che c’è da sapere 2019

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Vuoi scoprire tutto sui titoli di Stato CTz? Resta con noi: ti spiegheremo ogni cosa…

Investimenti statali a basso rischio

titoli di stato ctz frecciaI prodotti finanziari offerti dal mercato sono decisamente numerosissimi e variegati. È, quindi, necessario avere presente quali siano le possibilità che si offrono a un investimento, previa l’assoluta necessità di conoscere a fondo:

  • caratteristiche
  • vantaggi e
  • svantaggi.

I Titoli di Stato CTz rappresentano una delle innumerevoli possibilità che si prestano a un investimento tendenzialmente sicuro. All’interno di un universo – quello delle obbligazioni statali – particolarmente articolato e differenziato. È il caso, quindi di approfondire l’universo Ctz, scoprendo insieme tutto quanto c’è da sapere a proposito di questo prodotto.

Titoli di Stato CTz: cosa sono

I Certificati del Tesoro Zero coupon – altrimenti detti Ctz – sono Titoli di Stato obbligazionari privi, come dice lo stesso nome, della cedola. Ma dotati di un tasso fisso e durata pari o inferiore a 2 anni. Il rendimento dei Ctz, quindi, non è rappresentato dall’incasso delle cedole, ma dal differenziale tra il valore del rimborso (uguale al valore nominale) e il prezzo di emissione.

L’assenza delle cedole rappresenta in genere una sensibile facilitazione in tema di gestione del risparmio. Per i piccoli risparmiatori, infatti, diventa complicato il periodico processo di reimpiego delle cedole. Una volta corrisposte, queste ultime pongono il dilemma del reinvestimento o dell’utilizzo immediato della liquidità.

In realtà, l’assenza di cedole può facilitare la gestione del risparmio, che diventa a volte complicata per un piccolo risparmiatore. Come mai? Periodicamente sarebbe tenuto a decidere come impiegarle, una volta staccate, ovvero se reinvestirle o se usufruire della relativa liquidità. I CTz si differenziano dai BOT solamente per la durata prevista.

I primi, infatti, sono offerti a 24 mesi, i BOT, invece, a 3, 6 e 12 mesi. Inoltre, la tassazione dei BOT è anticipata, per cui – nel loro caso – il prezzo d’acquisto va aumentato dall’aliquota che si applica alla plusvalenza.

Per saperne di più sui titoli di Stato dai un’occhiata a questo video:

Titoli di Stato CTz: la remunerazione

La durata a 24 mesi posiziona i CTz nel novero delle obbligazioni a breve termine, con il pregio indiscusso di essere sicure, a fronte di una remunerazione più bassa. La remunerazione di questi Titoli si calcola facendo la differenza tra il prezzo d’acquisto e il valore del titolo.

Facciamo un esempio. Se un Ctz ha un valore di 1000 euro, sarebbe questo l’importo che l’investitore andrebbe a incassare allo scadere dell’investimento. Ma se il titolo venisse venduto dallo Stato a un prezzo inferiore, poniamo a 970 euro, la rendita – su due anni – sarebbe pari all’1,53%.

Titoli di Stato CTz: tasse e commissioni

I Titoli CTz sono assoggettati a una ritenuta fiscale del 12,50% sullo scarto di emissione, applicata al momento del rimborso. Le commissioni sono previste per l’acquisto da parte degli intermediari autorizzati (come da Decreto legislativo del 24 febbraio 1998). Si attestano sullo 0,20% del capitale sottoscritto e sono girate agli intermediari al momento della sottoscrizione. Gli intermediari, a loro volta, devono applicare al cliente il prezzo d’asta, senza l’aggiunta delle commissioni.

Come investire in Titoli Ctz

Questi prodotti vengono immessi sul mercato primario, come modalità di rifinanziamento del debito pubblico, mediante aste marginali sul prezzo, e in seguito sui mercati regolamentati (MOT e MTS). I lotti di Titoli CTz vengono proposti con un taglio del valore minimo di 1000 euro (e multipli a salire). Per acquistarli è necessario affidarsi agli appositi operatori abilitati sul mercato primario, o procedere – post-asta – sul mercato secondario, sempre ricorrendo ai servizi degli intermediari.

La Banca d’Italia è responsabile dell’emissione dei titoli. Le aste di Ctz hanno una cadenza mensile, e di solito si associano a quelle dei BTP. Le informazioni relative alle aste sono reperibili sul sito ufficiale del Dipartimento del Tesoro alla voce “calendari emissioni”. Il rendimento di questi Titoli si valuta facendo la differenza tra il prezzo di sottoscrizione e il valore nominale.

Come nel caso degli altri Titoli di Stato, poi, una volta emessi possono essere rivenduti ad altri operatori privati, sfruttando il possibile aumento del prezzo rispetto a quello affrontato per la sottoscrizione e l’acquisto originari.

Vantaggi, svantaggi e sicurezza

titoli di stato ctz moneteLe obbligazioni di Stato CTz posso rappresentare una interessante alternativa all’interno di un portafoglio finanziario differenziato. Questi prodotti, infatti, hanno un livello di rischio estremamente basso, e una scadenza pari o inferiore a due anni. Il loro rendimento è fisso e, anche se in assenza di cedola, sono in grado di assicurare un rendimento facilmente calcolabile. La convenienza cresce in concomitanza con periodi di decrescita dell’inflazione.

Rispetto ai Titoli con cedola, i Ctz privano l’investitore di un reddito fino alla scadenza prevista, per cui possono originare una perdita in termini di aumento dei prezzi. In questo caso, alla scadenza, il rischio sarebbe quello di trovarsi con un capitale nominale con un potere d’acquisto inferiore a quello previsto originariamente, al momento dell’acquisto del titolo. Questo aspetto spinge a consigliare di approcciarsi ai Ctz solo in fasi in cui sia previsto un calo dei tassi o una flessione dell’inflazione.

Il rendimento nel dettaglio

Complessivamente, il loro rendimento è inferiore rispetto ad altre tipologie di Titoli. Il loro essere legati al meccanismo di investimento periodico li tiene fuori dal rischio di reinvestimento. Inoltre, l’acquisto di questi Titoli si verifica a un prezzo inferiore a quello del valore recuperato al rimborso, per cui il rendimento è sempre certo. E, infine, è da tenere presente che l’aliquota fiscale del 12,50%, che viene applicata sul rendimento dei Ctz, è di gran lunga più favorevole di quella del 26%, praticata solitamente in relazione agli altri prodotti finanziari.

Il rischio legato all’investimento ai Titoli di Stato CTz è decisamente basso. L’unico rischio concreto, infatti, si avrebbe solo in caso di default dello Stato. Naturalmente, il riflesso più immediato, a fronte di uno scarso livello di rischio – come accade in genere con tutti i Titoli emessi dallo Stato – è un basso rendimento medio. Il rendimento offerto da un conto deposito, infatti, è superiore a quello garantito da un titolo CTz.

Il viaggio nel mondo dei Titoli di Stato CTz è terminato. Ti abbiamo raccontato tutto, ma proprio tutto, sulle loro caratteristiche e i loro “segreti”. Ecco poi un altro approfondimento dedicato ai titoli di stato, in cui potrai ascoprire quali siano le obbligazioni della Banca d’Italia più redditizie e più indicate per un investimento.