Trasferimento contanti tra privati: ecco quello che c’è da sapere

0
1972
trasferimento contanti tra privati termini e condizioni

Condividi questo articolo!

Trasferimento contanti tra privati: qual è il limite massimo?

Quali le soluzioni per un trasferimento sicuro? Perché sono state introdotte delle regole in merito?
E poi: trasferimento contanti tra coniugi, e trasferimento contanti tra familiari e parenti.

In questo articolo tutto quello che bisogna sapere sui trasferimenti di contanti tra privati e le relative sanzioni.
In più: tracciabilità, uso di assegni e libretti, e le soluzioni per gestire al meglio l’uso del denaro contante.

Circolazione denaro contante: la vecchia norma

trasferimento contanti tra privati 50 euroTrasferimento contanti tra privati: una materia oggetto di numerosi stravolgimenti nel corso degli ultimi anni.

Il decreto legge n. 201, il cosiddetto decreto Salva Italia, nell’ormai lontano 2011 abbassava la soglia limite da 2.500,00 euro a 999,99 euro per:

  • denaro contante
  • emissione assegni trasferibili e
  • libretti al portatore.

Circolazione denaro contante: la nuova norma

Nuove regole e limiti sono stati introdotti da parte del decreto legislativo n. 90 del 25 maggio 2017, entrato in vigore il 4 luglio 2017.

Esso ha attuato la direttiva comunitaria 2015/849 relativa alla “prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006 (c.d. Direttiva Antiriciclaggio)”.

È necessario puntualizzare che i controlli in merito ai movimenti finanziari di soggetti – privati o costituiti in forma di società – prescindono il carattere lecito o illecito dei trasferimenti.
Svolti indistintamente su tutti i movimenti di capitali, sono finalizzati alla mera tracciabilità del denaro contante attraverso canali capillarmente diffusi, quali banche e Poste Italiane.

Lascia che ti spieghiamo meglio!

Talvolta il riciclaggio di proventi illeciti avviene attraverso canali legali. Per poter individuare soggetti e capitali sospetti bisogna procedere ad un controllo dettagliato e certosino di tutto quanto viene trasferito a vario titolo ed in particolare al di sopra di determinati importi.

Vediamo adesso cosa questo decreto ha comportato dal punto di vista pratico e come ha cambiato la prassi in tema di trasferimento di denaro contante tra soggetti privati, siano essi familiari o meno.

Trasferimento contanti tra privati: quali sono le regole

La legge prevede la possibilità di trasferire denaro contante ad altra persona fisica fino ad un importo massimo di 2.999,00 euro.
Al di sopra di tale importo è necessario rendere il pagamento tracciabile.

Cosa significa questo?

Vuol dire che il trasferimento superiore a 2.999,00 euro non può più avvenire tramite denaro contante. Il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale, carta di credito, carta di debito, assegno o vaglia postale.

In più: il limite al trasferimento di denaro per somme che superano i 2.999,00 euro riguarda qualsiasi tipo di operazione di saldo, prestito, donazione o deposito.

Uniche eccezioni: money transfer e assegni per cui il limite rimane fissato ad un limite ancora più basso, ovvero 999,99 euro.

Infine non esistono limiti al prelievo e al versamento di contanti da e sul proprio conto corrente bancario o postale.
Tale operazione non è infatti assimilabile a quella del trasferimento tra diversi soggetti: essa riguarda il solo soggetto, intestatario del conto, il quale preleva o versa denaro “a se stesso”.

Attenzione però: pur non essendo previsto alcun limite alle operazioni sul proprio conto corrente, potrebbero essere predisposti controlli fiscali in seguito a più o meno frequenti movimenti di somme considerevoli.

Normativa antiriciclaggio: limiti ai contanti e non solo

Il decreto 90 del 2017 ha introdotto, oltre che consistenti limiti al libero uso del denaro, anche numerosi accorgimenti circa l’utilizzo di assegni bancari e postali e libretti.

Continua a leggere per scoprire nel dettaglio cosa è cambiato nella emissione degli assegni e per i possessori di libretti a partire dal 2017!

Trasferimento contanti tra privati: normativa antiriciclaggio per gli assegni

Gli assegni bancari, circolari o postali di importo uguale o maggiore di 999,99 euro (convenzionalmente approvati fino 1.000, 00 euro) devono necessariamente riportare per iscritto dati canonicamente previsti dalla compilazione e clausola di non trasferibilità.
Essa è apposta in modalità prestampata nel retro di ciascuno dei foglietti che costituiscono il carnet utilizzato.

Se la dicitura non dovesse essere presente (come potrebbe avvenire per carnet ritirati prima dell’entrata in vigore della normativa) bisogna aggiungerla per assegni di importi superiori a 999,99 euro, pena l’annullamento e la mancata liquidazione del titolo.

Normativa antiriciclaggio per i libretti di risparmio

Gli unici libretti di risparmio e/o deposito ammessi sono quelli nominativi, ossia intestati ad una persona fisica realmente esistente ed identificabile.

Sono altresì ammessi e anzi previsti libretti cosiddetti cointestati.
In questo caso il libretto è intestato a più persone fisiche – in genere due – le quali hanno pari libertà di azione e disposizione, tuttavia vincolate dalle reciproche autorizzazioni.

Modifiche consistenti sono invece state introdotte per quanto riguarda la disciplina dei libretti al portatore, ormai non più sottoscrivibili e anzi prossimi alla completa estinzione.

Continua a leggere per scoprire cosa fare se si ha ancora un libretto al portatore aperto.

Normativa antiriciclaggio: stop ai libretti al portatore!

Come abbiamo detto, la normativa antiriciclaggio ha disposto che dal 4 luglio 2017 l’unica emissione consentita e possibile sia quella di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi.
Non sono più ammessi quelli al portatore che a decorrere da tale data non potranno più essere trasferiti e al 31 dicembre 2018 dovranno essere definitivamente estinti.

Ma non è tutto…

Nel residuo periodo di ammissibilità degli stessi, la soglia di saldo massima consentita sarà equiparata a quella stabilita per il trasferimento dei contanti, ovvero 2.999,00 euro.

Del resto i vecchi libretti al portatore erano in tutto e per tutto assimilabili al contante: tanto per la semplicità di utilizzo, quanto per le caratteristiche finanziarie di tale strumento.

Trasferimento contanti tra privati: sanzioni

trasferimento contanti tra privati portafoglioNaturalmente, nel caso in cui si contravvenga alle norme fino ad ora elencate, sono previste multe e sanzioni pecuniarie variabili: da 3.000,00 euro fino ad un massimo che può attestarsi nell’ordine di svariate decine di migliaia di euro.

In ogni caso la sanzione è commisurata all’importo della violazione ed interessa tanto il soggetto che contravviene alle disposizioni di legge quanto le figure professionali eventualmente presenti, tenute alla segnalazione, ed inottemperanti.

Ma c’è di più!

Ulteriori limiti e sanzioni sono previste per le imprese e liberi professionisti.
Queste ed altre categorie incorrono in una procedura di presunzione di evasione ogni qualvolta superano i parametri di prelievo o deposito stabiliti.

Se hai trovato utile questo articolo sul trasferimento contanti tra privati, allora
continua a seguirci: in arrivo tante novità su come investire capitali, come assicurare i propri beni e molto altro!

Ed in più ogni settimana tanti aggiornamenti sui canali di investimento più redditizi per i propri risparmi.

Banca-online, il tuo consulente finanziario personale!