Trasferimento denaro contante: ecco tutto quello che c’è da sapere

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Trasferimento denaro contante : cosa è permesso e cosa non lo è più?

In questo articolo i punti fondamentali di una normativa in continua evoluzione e tutto quello che c’è da sapere su pagamenti e uso di denaro contante tra soggetti diversi, trasferimento di denaro contante tra privati e altre persone giuridiche.

Inoltre come trasferire denaro contante  in Italia e all’estero, rispettando i limiti di legge e senza incorrere in sanzioni.

Continua a leggere per scoprire tutti i dettagli per un utilizzo lecito e sicuro dei tuoi soldi!

Trasferimento contanti: ecco la legge

Trasferimento denaro contante: la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto nuovi limiti in merito.

Tali limiti riguardano tanto i soggetti privati quanto altre persone giuridiche costituite in forma di società, imprese etc.

In realtà una limitazione molto più severa all’uso del contante era stata introdotta già nel 2011 dal decreto legge n. 201, il ben noto decreto Salva Italia.

In quel caso il limite veniva portato a 999,99 euro per denaro contante, emissione di assegni trasferibili e libretti al portatore.

La legge di Stabilità 2016 amplia suddetti limiti, inserendo dei paletti che comunque mirano a scoraggiare l’uso del denaro non tracciabile, utilizzato principalmente per attività illecite di vario genere.

Vediamo insieme quali variazioni vengono introdotte dal legislatore in materia di trasferimento denaro contante

Legge di stabilità 2016: nuovi limiti sull’uso di contanti

Il decreto legislativo  n. 90 del 2017, in attuazione della direttiva comunitaria 2015/849, ha introdotto nuovi limiti in merito a pagamenti in contanti e trasferimento denaro contante tra privati e soggetti diversi.

La ratio del legislatore europeo, e di conseguenza della legislazione nazionale, è la “prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (…)”.

In più: limitare l’uso del denaro liquido e scoraggiare il trasferimento di denaro contante equivale a ridurre la possibilità di spaccio e circolazione di banconote false.

Per questo motivo tale decreto ha stabilito che il trasferimento di denaro contante non possa eccedere i 2.999,99 euro, ovvero i 3.000,00 euro, e che al di sopra di tale importo il pagamento debba essere tassativamente tracciabile.

Cosa significa questo, dal punto di vista pratico?

Vuol dire che non è possibile, tanto tra privati cittadini quanto tra società, imprese e privati, scambiare denaro contante per importi superiori a 2.999,00 euro.

Ad esempio: il saldo di una prestazione medica o di un lavoro di riparazione di un elettrodomestico, se superiori a 2.999,99 euro, devono essere effettuati tramite bonifico, assegno o altro sistema oggettivamente verificabile.

Legge di stabilità 2016: limiti sui libretti

Per quanto riguarda i libretti postali ed in particolare quelli al portatore, la stessa legge prescrive un saldo che non può in alcun modo superare i 2.999,99 euro.

Nel caso in cui le somme depositate siano superiori bisogna immediatamente procedere alla riduzione degli importi.

Ma non è tutto.

Poiché i libretti al portatore sono sottoposti per loro stessa natura ad una disciplina più blanda rispetto ad altri strumenti finanziari, Poste Italiane sta cercando di ridurne drasticamente l’utilizzo, invitando i possessori a trasformarli in altro tipo di libretto.

Per gli stessi è, in ogni caso, prevista la chiusura forzata entro il 31/12/2018.

A seguito di tale data essi non saranno più sottoscrivibili né utilizzabili, ma dovranno necessariamente essere sostituiti da strumenti affini disponibili.

Per quanto riguarda le altre tipologie di libretti esistenti, non sono previste limitazioni né ulteriori modifiche.

Essi costituiscono uno strumento di risparmio e deposito per il quale l’unica condizione tassativa richiesta è la titolarità in capo ad una persona fisica realmente esistente ed identificabile.

Legge di stabilità 2016: limiti sugli assegni

trasferimento denaro contante assegniGli assegni bancari o postali di importo uguale o maggiore di 999,99 euro devono obbligatoriamente riportare la clausola di non trasferibilità.

In tutti i foglietti dei libretti regolarmente emessi da banche e Poste Italiane tale clausola è presente in modalità standard prestampata, al fine di evitare deviazioni dalla norma.

La mancanza della stessa può comportare la mancata liquidazione del titolo.

Pagamenti tracciabili: quando sono obbligatori?

La legge antiriciclaggio pone dei limiti ben precisi al fine di ridurre l’uso, la circolazione ed il trasferimento di denaro contante proveniente da o diretto ad attività illecite.

Per alcune operazioni è fortemente raccomandato un pagamento tracciabile e documentato.

In altri casi sussiste un vero e proprio obbligo di dimostrabilità: qualora si scegliesse un metodo diverso si potrebbe dover dar conto delle somme versate, anche per scopi assolutamente legali e giustificabili, con conseguente dispendio di tempo ed energie per tutti gli attori coinvolti.

Sei curioso di scoprire in quali casi è obbligatorio predisporre pagamenti sicuri e tracciabili?

Continua a leggere l’articolo per tutti i dettagli in materia.

Stipendi e retribuzioni

A partire dal 1° luglio 2018, sono state introdotte nuove regole circa pagamento di stipendi e retribuzioni.

A partire dal mese di luglio 2018 i datori di lavoro sono tenuti a corrispondere gli stipendi ai propri dipendenti in modalità tracciabili e oggettivamente dimostrabili.

L’obiettivo della novità è quello di porre fine alla consolidata pratica di buste paga false e/o gonfiate ed altre ritorsioni comunemente messe in atto in un mercato del lavoro poco regolamentato e controllato.

La nuova norma, inoltre, impone ai datori di lavoro la corresponsione della retribuzione dovuta mensilmente (e gli eventuali anticipi) tramite banche o uffici postali con uno dei seguenti mezzi di pagamento:

  • bonifico sul conto con IBAN intestato o indicato dal lavoratore
  • pagamenti elettronici
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente con mandato di pagamento
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

A completare il nuovo quadro normativo vi è l’ulteriore previsione secondo cui la sola firma della busta paga non prova più – da sola – l’avvenuto pagamento della retribuzione.

Cosa accade in caso di violazione della norma?

Nel caso di violazione della norma e di pagamenti non tracciabili, sono previste sanzioni comprese tra i 1.000 e i 5.000 euro.

Precisamente il calcolo dell’importo della sanzione verrà effettuato sulla base delle mensilità per le quali si è protratto l’illecito e non in base al numero dei lavoratori interessati dall’ illecito.

Affitti e altri canoni

trasferimento denaro contante affittoPer quanto riguarda il pagamento di canoni di affitto e locazioni, non è in realtà previsto alcun obbligo formale, purché l’importo del canone da corrispondere sia inferiore a 3.000,00 euro.

Al di sotto di tale soglia è possibile corrispondere il dovuto sia con bonifici bancari o assegni che con denaro contante.

In quest’ultimo caso è però fondamentale farsi rilasciare una ricevuta che attesti l’avvenuto pagamento e permetta di usufruire di eventuali agevolazioni e detrazioni previste dalla legge.

Pagamenti vari nel settore commercio

Per quanto riguarda il settore commerciale non sussistono obblighi specifici, ad eccezione di quello di accettare carte di credito e debito per pagamenti superiori a 30 euro.

Rimane la possibilità, per l’esercente, di accettare pagamenti con carta anche al di sotto di tale importo, fermo restando che l’applicazione di commissioni da parte delle banche rende meno conveniente la transazione per il commerciante stesso.

Acquisto pubblicità e servizi accessori

In caso di acquisto di servizi di pubblicità online e altri servizi pertinenti ed accessori, il pagamento deve avvenire tramite bonifico e contenere gli estremi del beneficiario.

Il tutto allo scopo di rendere trasparente tanto l’ operazione quanto i soggetti coinvolti

Trasferimento denaro contante: donazioni e regali

trasferimento denaro contante donazioneIl trasferimento di contanti può avvenire per varie ragioni: il pagamento per l’acquisto di un oggetto oppure lo svolgimento di una prestazione.

Il suddetto trasferimento può costituire anche una donazione di denaro da una persona all’altra a titolo gratuito. 
Un regalo, dunque.

All’articolo 769 del Codice Civile  possiamo trovare una definizione ben precisa di donazione, la quale costituisce un vero e proprio contratto con cui una parte arricchisce l’altra.

Tale negozio è sottoposto a regole ben precise che richiedono la redazione di un atto pubblico in presenza di un notaio e due testimoni.

È possibile che la donazione sia in denaro e consista nella cessione di  somme più o meno ingenti a membri della propria famiglia di vario grado.

Si pensi, ad esempio, al caso di un genitore che doni ai figli dei soldi per l’acquisto della casa.

Naturalmente è possibile anche donare a persone al di fuori della famiglia.

In ogni caso la legge disciplina in maniera molto puntuale ogni possibile evenienza.

Lascia che ti spieghiamo meglio.

Piccole donazioni in contanti

Molto spesso le donazioni in denaro riguardano piccole cifre o importi di modico valore.

In questi casi, per facilitare l’espletamento della funzione e non aggravare di costi ulteriori donatore e beneficiario, vengono ammesse (art. 783 Codice Civile) donazioni prive di atto pubblico e ufficiale, purché si rispettino le norme in tema di trasferimento di denaro contante.

Come è possibile stabilire la modicità di una donazione?

In realtà nello  stesso articolo 783 del codice civile è possibile rinvenire un riferimento importante, che  permette di identificare la modicità come un concetto non assoluto, ma relativo alle condizioni economiche del donante.

Occorre, quindi, analizzare ogni singolo caso tenendo conto di tale criterio oltre che dell’entità della donazione.

Donazioni tra privati: sì alla tracciabilità del trasferimento

Tuttavia, anche quando non vincolati alla stipula dell’atto pubblico, è sempre consigliabile rendere tracciabile e giustificato il trasferimento del denaro donato

Tale accorgimento eviterà indagini e approfondimenti da parte di fisco ed autorità preposte.

Donazioni e tassazione

Dal punto di vista della tassazione le donazioni non sono assimilabili a reddito diverso da quello da lavoro.

Per questa ragione non dovranno essere inclusi nel modello unico di dichiarazione dei redditi e su di essi non sarà applicata l’Irpef (imposta sulle persone fisiche).

Per quanto riguarda l’imposizione indiretta, l’imposta sulle donazioni dipende dalle somme donate e dal grado di parentela che intercorre tra colui che dona e la persona che riceve la somma.

Riguarda soltanto le donazioni economicamente rilevanti, prevede dei limiti al di sotto dei quali nulla è è dovuto, ed è così disciplinata:

  • aliquota al 4% sul valore eccedente 1.000.000,00 euro in donazioni tra genitori, figli e coniugi
  • aliquota del 6% sul valore eccedente 1.000.000,00 euro in donazioni tra fratelli e sorelle e parenti entro il 4 grado
  • tra persone non soggette a vincolo di parentela l’ aliquota è pari all’8% sul totale della donazione.

Trasferimento contanti all’estero: esistono dei limiti?

trasferimento denaro contante stretta di manoIl decreto legislativo n.90 entrato in vigore nel luglio 2017 non ha introdotto modifiche rilevanti sull’argomento.

Nel 2008 erano state poste limitazioni al trasferimento di somme superiori ai 9.999,99 euro.

Come le altre norme a cui abbiamo fatto riferimento fino ad ora, anche questa aveva lo scopo di limitare l’uso di proventi da attività illecite.
In questo caso il limite si estendeva (e si estende!) al di fuori dei confini nazionali.

Coloro i quali si trovino nella condizione di dover trasferire da o verso estero denaro contante di importo pari o superiore ai 10.000 euro, deve dichiarare preventivamente la  somma all’ Agenzia delle Dogane.

Limiti sul trasferimento contanti: ecco le sanzioni

Nell’ottica di prevenire l’ utilizzo e la diffusione di denaro contante – in particolare quello di illecita provenienza – sono state introdotte sanzioni economiche sostanziose.

Per cifre inferiori a 250.000.000,00 euro le sanzioni pecuniarie sono comprese tra 3.000 e 50.000 euro.

Per cifre superiori a 250.000.000,000 euro le sanzioni partono da un minimo da 15.000 euro fino ad un massimo di 250.000.000.

Inoltre: le sanzioni coinvolgono non solo le parti ma anche altri soggetti presenti o consapevoli  a vario titolo che non abbiano segnalato l’illecito.

Riguardo al trasferimento di contanti da e verso l’estero, le sanzioni previste per violazione dei limiti prevedono il sequestro di parte del capitale.

In particolare se la somma trasferita supera la cifra ammessa di meno di 10.000 euro si procede al sequestro del 30% dell’ eccedenza.

Lo stesso si attesterà nella misura del 50% nel caso in cui la somma trasferita superi di 10.000 la soglia limite ammessa.

Recentemente il Ministro Salvini ha avanzato richiesta per una ulteriore modifica di quanto disposto fino ad ora.

La proposta sarebbe quella di abolire gli attuali limiti di legge passando dalla soglia di 3.000,00 euro a nessun limite previsto.

Il progetto troverà attuazione? Ed in base a quali parametri sarà valutata ed eventualmente messa in atto oppure scartata?

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